contro- intestazione

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Sardegna Centrale

L'aspro Gennargentu.
Non credevo che il centro della Sardegna, il suo cuore montuso, nascondesse così tanti scorci incantevoli e esotici. Foreste rigogliose, montagne disabitate, vette di granito e antichi scogli di un mare preistorico, sono la quinta scenografica del viaggio nel cuore (verde) dell'isola. Le strade tortuose che collegano i paesi del Gennargentu non devono scoraggiare, è bene affrontarle con la giusta "calma" e non farsi sopraffare dalla fretta di giungere a destinazione.

Foresta di S'isca de sa mela, Nuoro - Giugno.
Nikon D700, ob Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, hands hold
Foresta di S'isca de sa mela, Nuoro - Giugno.
Nikon D300, ob Nikon Ais 55/2.8 Micro, hands hold.

La valle che da Desulo si inerpica su su per la montagna termina presso il rifugio S'Arena (o Erba Birdes..!) alla quota di 1500m slm. Da qui un sentiero ben segnato conduce alla cresta più alta del Gennargentu: Punta La Marmora di 1833m slm. Il nostro pellegrinaggio si è svolto due anni fa in un inizio Giugno piuttosto fresco. Alessandro, il cordialissimo gestore del rifugio S'Arena, ci confessò che l'ultima neve si era sciolta da non più di una settimana. L'ottimo Mirto di produzione casaliga ci scaldò le ossa dopo una giornata spesa a scavallare i sassi sulla cresta della montanga tra una potente raffica di vento e l'altra.
Chi è abituato alle Alpi, non troverà questa salita particolarmente gravosa. E' una piacevole passeggiata finchè non si scollina oltre il crinale per l'ultimo tratto verso la vetta. Qui ci si rende conto di essere su un'isola nel mezzo del Mediterraneo. Infatti i 1800 metri di quota non giustificano le raffiche di vento a oltre 50 km/h. E' come stare sul ponte di una nave, una nave molto grande. Ma la vista dalla vetta vale le battaglie contro la bufera. Uno sguardo verso l'Ogliastra che sembra lì a due passi, con Perda 'e Liana e la foresta di Montarbu, poi il bacino del Flumendosa e i graniti del Montiferru di Foxi Manna (ma quelli mi sa che li riconosco solo io, va bè: ho imparato a nuotare lì!).

Leccio secolare sulla strada verso il rifugio S'Arena , Desulo (NU) - Giugno.
Nikon D700, ob Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, hands hold.
Le indicazioni lungo il sentiero di Punta La Marmora hanno bisogno di un po' di restiling, Desulo (NU) - Giugno.
Nikon D700, ob Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, hands hold.
Lungo il sentiero per punta La Marmora, Desulo (NU) - Giugno.
Nikon D700, ob Nikon AF-S 17-35/2.8 ED e Nikon D300, ob. Nikon Ais 55/2.8 Micro, hands hold.
Veduta orientale da punta La Marmora, Desulo (NU) - Giugno.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, hands hold.
Il bacino del Flumendosa Bau Muggeris. Perda 'e Liana e il Montiferru dell'Ogliastra.
Vedute da punta La Marmora, Desulo (NU) - Giugno.  Nikon D3, ob Nikon AF-I 300/2.8 ED, monopode Gitzo GM2541.

Curiosamente i Sardi, o almeno una parte di essi, ce l'ha su con i Savoia e con i sui Generali. Lo dimostra lo sfasciume in cui è ridotto il glorioso rifugio La Marmora, che ai suoi tempi doveva essere uno spettacolo. Ma ancor di più colpisce la lastra commemorativa con il nome dello stesso generale, posta sui graniti della vetta, e frantumata con pervicace precisione. E se ancora ci fosse qualche dubbio sulla provenienza della mano che ha compiuto tale "pulizia storica", questi svaniscono accanto ad una targa di ferro arrugginita, ma ben tenuta, dedicata al prode Ampsicora. Questo valente rivoltoso ebbe l'ardire di aizzare alla rivolta le popolazioni sarde, contro la tirannia dell'invasore continentale. Beh, questo fatto avvenne nel secondo secolo avanti Cristo e l'oggetto della ribellione era L'Impero romano. Personalmente trovo bizzarro che ci sia qualcuno che abbia la voglia di portarsi in cima ad una montagna di 1800m una lastra d'acciao di 20kg, trapano a percussione e cemento a presa rapida per commemorare un rivoltoso di 2200 anni fa, le cui vicende reali o presunte dovrebbero essere interpretate con l'occhio dello storico più che del "tifoso". Ma perchè questo feroce livore non viene diretto, per esempio, contro un'altro Cartello, quello dei Traghetti che sta strangolando l'economia dell'isola? Più che una lastra su una montagna, scritta per altro in sardo quindi di difficile decifrazione per il comune turista tedesco, sarebbe di maggior utilità e gloria un bel sit-in in quel dei moli di Olbia. Che so, un gregge di 2000 pecore ad accogliere lo scarico turisti sulla banchina di Cagliari o di Porto Torres. Magari lo direbbe anche la stampa nazionale. Molto più efficace de: "Ampsicora chi? il calciatore?". Se fate un sit-in prendo ferie e vengo anch'io. Per la soluzione pecore, non so, non sono pratico. Certo è d'effetto. Prego il lettore di prendere questa mia come una provocazione, mai mi è sfiorato il pensiero di sminuire o sbeffeggiare il popolo sardo con questo rimando "agro-pastorale". Un lettore (Tainéi) me lo ha fatto notare, ci ho riflettuto, ed effettivamente le mie parole potrebbero essere male interpretate. Di fatto, la mia provocazione ha sortito un effetto, non nella direzione che speravo, ma un effetto l'ha prodotto: far intendere che quanto sta subendo l'economia della Sardegna è un fatto noto anche lontano dalle rive di quest'isola unica.

Ciò che resta del rifugio La Marmora, Desulo (NU) - Giugno.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, hands hold.
Foto ricordo tedesche sulla vetta di punta La Marmora, Desulo (NU) - Giugno.
Nikon D700, ob Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, hands hold.
Sulla cresta di Punta La Marmora in prossimità della lapide commemorativa, Desulo (NU) - Giugno.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, hands hold.
Rientro al rifugio di Punta La Marmora, Desulo (NU) - Giugno.
Nikon D700, ob. AF-S Nikon 17-35/2.8 ED, hands hold.

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Campagna di Desulo in una "solare" giornata di primavera, Desulo (NU) - Giugno.
Nikon D700, ob Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, tripod Manfrotto 055 head Arca Swiss B1
Il colle di Texile, Aritzo (NU) - Giugno.
Nikon D700, ob Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, hands hold.
Rocca di Texile, Aritzo (NU) - Giugno.
Nikon D300, ob. Nikon AF-I 300/2.8ED
Aritzo da Texile - Giungno.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED
Aritzo visto dalla collina di Texile, Aritzo (NU) - Giugno.
Nikon D3, ob. Nikon AF-I 300/2.8 ED, tripod Manfrotto 055 head Arca Swiss B1. Photomerge 2 scatti.

Quando siamo arrivati ad Aritzo ci hanno indicato subito la rocca di Texile. Non potevamo non visitarla. Lo scoglio guarda l'abitato di Artizo proprio dall'altra parte della valle. L'affioramento roccioso sul vertice della collina si raggiunge con un comodo sentiero e qui, dalla sua sommità piatta e erbosa, si ha un'ottima visuale di tutta la vallata. Ad Aritzo negli anni passati, trascorreva lunghi periodi di villeggiatura un personaggio che in Italia conoscono tutti. O meglio, tutti in Italia conoscono la sua creatura, l'eroe degli eroi dei fumetti: Tex Willer. Se la matita di Aurelio Galleppini (Galep) partì da Gary Cooper per realizzare il pistolero texano, ad ispirarne il tratto per i visi degli indiani pellerossa, furono utili gli incontri al bar di Aritzo. Fu così che ad alcuni paesani parve di riconoscere, nelle strisce di Bonelli e Galep, il cugino di Desulo nei panni di Penna Bianca e lo zio Alfio in quelli di Corvo impazzito. Queste sono storie che si possono raccogliere trascorrendo qualche minuto di piacevolissima conversazione con gli abitanti di questi paesi di montagna, a cui l'isolamento geografico ha insegnato a raccontare e a raccontarsi.
Percorrere, di valle in valle, le numerose strade delle barbagie del Gennargentu è gustoso. Talvolta in terra battuta, talvolta ben asfaltate e altre volte ricche di crateri, queste strade tessono una fitta rete di collegamenti sulle montagne del Gennargentu. Nel nostro peregrinare, aiutati dalla sempre preziose indicazioni delle persone incontrate, abbiamo raggiunto l'Ogliastra e i piedi della rocca di Perda 'e Liana, monumento naturale tra i più suggestivi dell'intero Mediterraneo. E' un percorso di grande fascino di cui non so dare indicazioni precise, giacché ho cannato strada più e più volte, ma che in linea di massima passa ai piedi del Gennargentu toccando le sue propaggini meridionali, attraversa la barbagia di Seulo, quindi conduce a Seui. Qui è doverosa la visita al complesso nuragico di Ardasai. Poi si prosegue costeggiando la foresta di Montarbu, per giungere in fine, nel cuore dell'Ogliastra sui sassi di Perda 'e Liana. Di qui la strada prosegue per luoghi affascinanti, ma in questa occasione non c'è stato il tempo.

Tra le montagne del Gennargentu. Desulo (NU) - Giugno.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, tripod Manfrotto 055 head Arca Swiss B1.
Gennargentu. Desulo (NU) - Giugno.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, tripod Manfrotto 055 head Arca Swiss B1
Gennargentu, Desulo (NU) - Giugno.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, Manfrotto 055 AS-B1.
Incontri stradali. Barbagia di Seulo (NU) - Giugno.
Nikon D3, ob. Nikon AF-I 300/2.8 ED, hands hold
Fioritura di Asfodelo, Barbagia di Seulo (NU) - Giungno.
Nei pressi del Nuraghe Ardasai, Seui (NU) - Giugno.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, hands hold.
Nuraghe Ardasai, Seui (NU) - Giugno.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, hands hold.
Nuraghe Ardasai, Seui (NU) - Giugno.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, hands hold.
Nuraghe Ardasai, Seui (NU) - Giugno.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, hands hold.
Lungo la strada per Perda 'e Liana si costeggia la Foresta di Mont'Arbu, Seui (NU) - Giugno.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, hands hold.
Perda 'e Liana, Gairo (Ogliastra) - Giugno. Nikon D700, ob Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, polarizer hands hold.
Ai piedi di Perda 'e Liana, Gairo (Ogliastra) - Giugno. Nikon D700, ob Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, polarizer hands hold.

Se a qualcuno sovviene qualche dubbio sulle capacità ricettive dell'offerta turistica della Sardegna interna, consiglio di dare un'occhiata a posti come l'Agriturismo Aradonì (www.aradoni.it) di Aritzo. Le foto sono di due anni fa, ma non penso che le cose siano cambiate di alcunché. Servizio impeccabile, cucina di gran qualità e alloggio estremamente suggestivo. Unica pecca: mi è difficile raggiungerlo per un week end, tocca prendere almeno una settimana di ferie!


5 commenti:

  1. proprio di cattivo gusto questo tuo commento:

    Più che una lastra su una montagna, scritta per altro in sardo quindi di difficile decifrazione per il comune turista tedesco, sarebbe di maggior utilità e gloria un bel sit-in in quel dei moli di Olbia. Che so, un gregge di 2000 pecore ad accogliere lo scarico turisti sulla banchina di Cagliari o di Porto Torres.

    lascia stare i luoghi comuni e non essere xenofobo! hai visitato la nostra terra e purtroppo non hai capito nulla!
    Taniei

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  2. mi raccomando abbi il coraggio di pubblicarlo.

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  3. Mi sa che hai capito poco tu di quanto ho scritto, caro Taniei.
    Il periodo va letto fino in fondo, e comunque non è questione di luoghi comuni. La Sardegna ha piegato il suo paesaggio alle esigenze della pastorizia: perché un rimando a questa abilità dal popolo sardo, seconda a NESSUNO, deve raccogliere l'appellativo di "xenofobo"??? Per altro fuori luogo dato che quel termine ha ben altro significato. Mica c'è da vergognarsi, anzi!

    Comunque non "ho visitato" la vostra stupefacente isola, la visito periodicamente e periodicamente torno a casa con un bagaglio di ricordi e sensazioni che tre foto non possono minimamente descrivere. Ma torno anche a casa con la consapevole tristezza che VI STANNO RAPINANDO!!!

    Qui l'ho scritto con tono un po' ironico, e francamente a te che sei sardo l'ironia non devo proprio spiegarla.

    Avrei forse dovuto essere meno "svolazzante" e "delicato" e scrivere che molti sardi non si sono resi ancora conto che dalla fine degli anni '70 la vostra voce economica di maggior importanza (il Turismo diamine!) è strangolata da scelte fatte altrove, da chi antepone altri interessi agli interessi dell'isola!

    Insomma, prima o poi dovete incazzarvi brutto brutto. In tutta onestà io sto aspettando con ansia quel momento, perché è ora di tirare su la testa, adesso, domani, ma presto!

    Il vostro futuro deve essere nelle vostre mani: cercate di riprendervelo

    Ciao Taniei e grazie del tuo passaggio

    un saluto

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  4. Vedi Valerio, il problema vero è che il sardo ha ancora inculcato nella sua testa che il turista è un ospite peraltro non eccessivamente gradito; poco importa se il turismo è la voce più importante della nostra economia, non lo sappiamo fare se non con rare eccezioni, lo dimostra il fatto che tante strutture ricettive si preferisce darle in gestione a chi del turismo ha sempre saputo campare, veneti e imprenditori del nord in primis.

    Quella targa andrebbe divelta e scaraventata giù per tutti i 1800 metri del nostro caro amato Gennargentu, perchè dimostra quanto sia diffusa l'ignoranza e la superficialità nel conoscere perfino la nostra storia e le nostre origini. Amsicora era un invasore che si è opposto ad altri invasori, non è mai stato un patriota ma solo uno dei tanti vessatori che ci hanno soggiogato nei millenni. Un magrebino nordafricano patriota sardo, ma che idiozia e più idiota chi ha portato quel catafalco fin lassù!

    Per il resto hai ragione su tutto ma, come vedi, la storia insegna che i sardi addirittura si affezionano ai dominatori e quindi, anche questa volta, saremo sempre troppo pochi per provare a riprenderci il futuro della nostra isola.

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  5. Davide,
    le tue parole mi fanno molto piacere, non perchè mi dai ragione (e chissene), ma perché quelle di Tainè mi avevano un po' ferito.
    Condivido le tue osservazioni però mi pare che le cose stiano cambiando. Sono tantissimi i Sardi che stanno operando fattivamente per rendere la loro isola un luogo sempre più ricettivo,senza però perdere alcunchè della propria identità: e questa è la chiave di volta. A Giugno ho visitato Tiscali, e ho scoperto che c'è una cooperativa di ragazzi che la tiene in gestione. Camminare 2 ore in mezzo alle pietraie per incontrare un giovane addetto alla biglietteria, lì sul cucuzzolo di Tiscali, mi ha commosso. Ma è così che si fa!!! E' così che si fa capire il Valore delle cose. L'anno prossimo speriamo di tornare sul Supramonte: è STUPENDO! Sono fiducioso (lo sono di natura) e credo che la mia fiducia sia ben riposta nelle nuove generazioni di Sardi.
    Grazie ancora Davide del tuo passaggio e delle tue parole.
    Un caloroso saluto.

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