contro- intestazione

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Kevo, Luonnonpuisto

Un Parco Nazionale mancato.
Il nord del nord dell'Europa continentale è questo qui. Dolci colline, boschetti di betulle nane, qualche pino di svezia. Poi una gola scavata da un fiume, che incide le colline della tundra artica. Ed ecco il Kevo,  parco regionale del distretto di Utsjoki. Dico subito che visitarlo nell'ultima settimana di agosto non è una scelta azzeccata. Ma noi quello avevamo e quello abbiamo usato. Lascio il racconto di questo luogo affascinante alle fotografie che seguono e alle relative didascalie.

Preannuncio di bel tempo. Strada E75 per Ustjoki. Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED @35mm. Exp: 1/250 f/11 ISO 200. 
Ingresso al parco di Kenestupa, o meglio , a 2.5 Km da Kenestupa. Kevo, Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED @25mm. Exp: 1/125 f/8 ISO 200.
Passerella nella torbiera in una bella giornata di sole. Kevo, Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED @20mm. Exp: 1/125 f/8 ISO 200.
Altipiano di betulle nane, eriche e acquitrini. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED @25mm. Exp: 1/90 f/11 ISO 200.
Betulle lungo il sentiero.
Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, Ob Nikon AF-S 17-35/2.8
Un pino di Svezia scampato ai tagli.
Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D300, ob. Nikon AF-S 70-200/2.8 VR II
Pini di Svezia. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED @17mm. Exp: 1/125 f/11 ISO 250.
Betulla nana sull'altipiano di eriche e acquitrini. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED @17mm + graduated ND1. Exp: 1/30 f/13 ISO 250.
Il sentiero attraverso l'altipiano. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED @19mm. Exp: 1/90 f/9.5 ISO 250.
Equiseti nella torbiera. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED @24mm. Exp: 1/125 f/11 ISO 250.
Le dolci ondulazioni dell'altipiano. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D300, ob. Nikon AF-S 70-200/2.8 VR II @70mm. Exp: 1/500 f/8 ISO 250.
Betulle sulla riva di un lago. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED @19mm. Exp: 1/180 f/9.5 ISO 250.
Al termine dell'attraversamento dell'altipiano si giunge finalmente alla vista del kanion del Kevo. Da qui il sentiero prosegue molto molto a lungo. Al di fuori della pista segnata c'è la wilderness finlandese. La nostra escursione è giunta la capolinea presso il guado del fiume. un po' freschetto il clima per affrontare un guado a piedi nudi.

Eccolo il fiume Kevo! Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED @24mm. Exp: 1/125 f/9.5 ISO 200.
Un lago accanto al corso fiume Kevo presso Kahlaamo. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D300, ob. Nikon Ais 55/2.8 micro: fotomerge di 2 scatti. Exp: 1/125 f/8 ISO 200.
Bosco misto nella valle del fiume Kevo presso Kahlaamo. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D300, ob. Nikon Ais 55/2.8 micro. Exp: 1/90 f/8 ISO 200.
Una guerra silenziosa tra betulle e pini di svezia presso Kahlaamo. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D300, ob. Nikon AF-S 70-200/2.8 VR II @102mm. Exp: 1/350 f/8 ISO 400.
Il fiume Kevo presso Kahlaamo. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D300, ob. Nikon AF-S 70-200/2.8 VR II @110mm. Exp: 1/90 f/8 ISO 200.
Discesa verso il fiume presso Kahlaamo. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED @24mm. Exp: 1/180 f/8 ISO 400.
Il fiume Kevo presso Kahlaamo. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D300, ob. Nikon AF-S 70-200/2.8 VR II @125mm. Exp: 1/750 f/4.8 ISO 400.

Ecco il guado di Kahlaamo. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 @19mm. Exp: 1/125 f/11 ISO 200.
Le maniglie lungo il cavo d'acciaio
Nikon D300, ob. Nikon AF-S 70-200/2.8 VR II + TC17 @220mm. Exp: 1/500 f/5.6 ISO 400.

Legnaia al punto tappa Kalaamo. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED @22mm. EXP 1/125 f/5.6 ISO 200.
Rimessa delle piattaforme per campeggiare al punto tappa Kalaamo. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED @17mm. EXP 1/60 f/6.7 ISO 200.
Istruzioni per l'uso. Sono grandiosi questi finlandesi.
Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED @35mm.
EXP 1/500 f/8 ISO 200.
Il sentiero a Kahlaamo.
Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, Ob Nikon AF-S 17-35/2.8
Il sentiero a Kahlaamo.
Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, Ob Nikon AF-S 17-35/2.8
Il largo stagno accanto al fiume presso il guado di Kalaamo. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED @35mm. EXP 1/250 f/9.5 ISO 400.
La base di radici di un vecchio pino divelto dalle tempeste. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED @20. EXP 1/500 f/11 ISO 400.
Una enorme libellula morente. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D300, ob. Nikon AF-S 70-200/2.8 VR II @120mm + EXT20mm. EXP 1/500 f/5.6 ISO 250.
L'autunno qui è già arrivato. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D300, ob. Nikon AF-S 70-200/2.8 VR II @160mm. EXP 1/750 f/2.8 ISO 250.
La pioggia per oggi ci ha risparmiato. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D300, ob. Nikon AF-S 70-200/2.8 VR II @200mm. EXP 1/750 f/9.5 ISO 250.
Sulla strada del ritorno con la "ruska" che si annuncia con vigore. Kevo Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D300, ob. Nikon AF-S 70-200/2.8 VR II @185mm. EXP 1/500 f/4.8 ISO 250.
Eccolo finalmente lo vediamo: il sole. Strada E75 da Utsjoki a Inari Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED @25mm. EXP 1/60 f/11 ISO 250.
Il sole infiamma il bosco lungo la E75 da Utsjoki a Inari. Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED @17. EXP 1/60 f/6.7 ISO 200.
Ultima luce lungo la strada E75 da Utsjoki a Inari. Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D300, ob. Nikon AF-S 70-200/2.8 VR II @200mm. EXP 1/180 f/4 ISO 250.
1°C siamo ancora in estate. Strada E75 da Utsjoki a Inari Lapponia finlandese - Agosto.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED @35mm. EXP 1/45 f/2.8 ISO 500.


Il capanno infernale.

Come sbagliare tutto, ma proprio tutto, in una sola giornata.

Stanco di vedere il bel tempo solo durante la settimana lavorativa ho preso un bel venerdì di ferie. L'intenzione era quella di utilizzare, FINALMENTE, il capanno mimetico auto-montante, acquistato a Dicembre dello scorso anno. Questi capanni sono fantastici. Si montano in 30 secondi e nello stesso tempo si richiudono. Ovviamente occorre fare un po' di pratica per imparare i movimenti giusti per richiuderlo, ma in linea di massima si tratta di strumenti veramente pratici. Io dopo anni di rete mimetica sulla testa, ho scelto un modello fatto apposta per i fotografi in vendita online sul sito tedesco Isarfoto https://www.isarfoto.com/shop/isar_en. Ho verificato or ora e il modello in questione non è più disponibile (?????). Prima di usarlo ne ho apportato una modifica. Ho aperto una luce per il tele molto in basso su una parete, al fine di poter scattare il più possibile vicino al suolo. Fino a quel momento l'avevo montato una volta sola all'inizio di Marzo, spendendo così un paio d'ore a guardare il vuoto, il nulla, il deserto, il niente. Si sà, alle volte capita. Forse è il bello di questo genere di fotografia dove l'imperscrutabile, la fortuna, la sorte, o meglio, la sfiga, sono il vero fattore dominante.

Capanno modificato, Parco Lame Sesia - Marzo.

Questa volta non ho avuto freni e ho dedicato l'intera giornata ad una sessione fluviale, in una zona di fiume tranquilla che frequento da quasi vent'anni. La giornata di Venerdì è stata una raccolta di errori da principiante, inanellati uno dietro l'altro: il Venerdì del fesso.

Primo grave errore:l'equipaggiamento fotografico.
Conoscendo quali sorprese può riservare il luogo di destinazione, ho deciso di portare quasi tutto. In primis il 600/4 su D3, con relativo cavalletto Gitzo GT5541LS e testa B1 piccola comprata d'occasione (COME NUOVA! e pagata una canzone). Poi il 200-400/4 su D700 con secondo cavalletto Gitzo GT3541LS e testa B1 piccola (storica, questa l'avevo pagata TUTTA). Quindi la D300 con il 60 micro e infine l'inseparabile 17-35/2.8. Non ho rinunciato al secondo tele perché so, mi è capitato più di una volta, che gli animali arrivano da dove meno te li aspetti. Per una giornata intera dedicata espressamente all'appostamento ho voluto evitare sorprese ed essere pronto a tutto, dal cinghiale, alla capinera. Ed in ogni direzione.

Tutto sulle spalle!
Alla dotazione fotografica si deve aggiungere: il capanno, lo sgabello ripiegabile (indispensabile), un litro d'acqua e 2 banane. Effettivamente siamo vicini ai 30 kg di carico. Io ne peso 70 per 1.72 cm di altezza: un po' eccessiva tutta quella zavorra. Ma tant'è, dall'automobile al punto di appostamento c'è meno di un chilometro di sentiero nel bosco. Ho valutato, con molto ottimismo, che non fosse poi quel gran sforzo. In verità se avessi avuto meno bagaglio, avrei sicuramente affrontato quei 300 metri di devastante greto sassoso per raggiungere un punto molto più promettente. Ma ormai era tardi e, se la fortuna avesse girato, sarebbe andato bene anche qui.

Il greto del Sesia che non ho avuto la forza di attraversare, in uno scatto dello scorso anno. San Nazzaro (NO) - Maggio.
Nikon D700, ob. AF-S 17-35/2.8 + Polarizer.

Secondo tragico errore: la collocazione del capanno.
Sono arrivato in posizione intorno alle 9.30 del mattino, senza particolare affaticamento. Purtroppo i fiumi cambiano forma e le rive non sono mai le stesse dell'anno prima. E il punto ove pensavo di appostarmi, era già occupato da una folta vegetazione stagionale di riva. Non sono un amante del “taglia e brucia” tendo a lasciare il posto come l'ho trovato. Quindi mi sono sistemato un po' più in là. Dove montare il capanno? Qui dove da un lato domino questo ramo secondario del fiume, con molta sabbia di riporto. Se mi va di lusso becco il corriere e la pantana, male che vada arriverà sicuramente qualche garzetta. Poi la veduta spazia in lontananza. Lo scorso anno da qui ho visto passare (lontane) due volpi, una dietro l'altra! Da questo lato quindi va il 600 mentre nella feritoia frontale piazzo il 200-400 a perlustrare tutto il greto ed il bosco della sponda vercellese per quasi 120° di campo. Se capita, come nel 2003 che saltò fuori un capriolo dal bosco di Albano, sarò pronto.

il capanno in posizione
Lo schema tattico, roba da generale di corpo d'armata.

E cosa manca in questo bel ragionamento?? La posizione della fonte di illuminazione valutata in funzione del soggetto più probabile e della rotazione giornaliera del nostro bel pianeta. Ciò che la mattina è in ombra, al pomeriggio potrebbe trovarsi al SOLE. Infatti.

L'interno del SUDARIO.

Per nove ore e mezza sono rimasto appollaiato su quel traspolo. Nel pomeriggio il sole ha iniziato a martellare sul serio. Altro che sole di primavera! Nonostante avessi aperto TUTTE le feritoie disponibili, la temperatura interna ha raggiunto rapidamente i quaranta gradi. Macchine e obiettivi scottavano. Un supplizio avvicinare la capoccia alla fotocamera. Nonostante mi ripetessi che è Maggio, non la metà di Luglio, che l'aria è fresca e le zanzare ancora non ci sono, il mio corpo si stava ribellando. Intorno alle 15 la gamba destra iniziava a vivere di vita propria, contraendosi senza motivo. Fortunatamente mi son portato appresso due banane, il potassio serve contro i crampi. Come previsto si è presentata una famelica garzetta che ha massacrato le povere sanguinerole costrette nell'acqua bassissima. Il magro raccolto della giornata è qui sotto.

Garzetta in caccia di Sanguinerole. Parco Lame Sesia (NO) - Maggio.
Nikon D3, ob Nikon AF-S 600/4 VR<

Dettaglio 100%

Primo piano contro luce di un uccello bianco su sfondo abbacinante. Bravo bella scelta!
Tutte con Nikon D3, ob. Nikon AF-S 600/4 VR, tripod Gitzo GT5541LS head Arca B1.

Come si può osservare il punto di ripresa è veramente infelice. Oltre ad essere in evidente controluce, ma un controluce sgradevole, è troppo "alto". La garzetta è piccolina, ripresa dall'alto risulta schiacciata, svilita. Avrei dovuto utilizzare la feritoia raso - terra, quella che mi son costruito proprio per questo tipo di utilizzo. Ma volevo provare il capanno per come è stato costruito. Questo modello ha feritoie alte, adeguate all'osservazione di animali grandi quali gli ungulati in genere, oppure i trampolieri importanti come le gru o i fenicotteri. Qui, alle Lame, sui greti, tocca stare bassi. Anatre, sterne, cormorani e tuffetti sono a pochi centimetri da terra. E lo so bene, avendo passato intere giornate supino con i sassi piantati nelle costole. Magari avessi scelto questa soluzione collaudata! Bah.

E a proposito di sassi cosa ha visto il secondo teleobiettivo? Sassi, cespugli secchi e sassi, sassi, sassi, sassi, sassi, sassi, sassi, sassi, sassi, sassi, sassi, sassi, sassi, sassi, sassi, sassi, sassi, sassi, sassi, sassi, sassi, sassi, sassi, tanti sassi. Sostanzialmente SOLO sassi. Una bella sassata.

Il Greto, vuoto e deserto. Parco Lame Sesia, San Nazzaro Sesia (NO) - Maggio.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 200-400/4 VR II, tripod Gitzo GT3541LS head Arca B1

L'anno scorso scelsi meglio. Mi bastò una rete mimetica e il solo 600mm. Il resto lo ha fatto la luce variabile di una giornata luminosa con nuvole passeggere ed il sole alle spalle.

Grazetta nel fiume Sesia. Parco Lame Sesia (NO) - Giugno.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 600/4 VR, tripod Gitzo GT5541LS head Arca B1G

Sarà per la prossima volta, e andrà sicuramente meglio. E' quello che mi dico sempre.