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Nikon ED AF-I 300/2.8 D

Il primo vero 300/2.8 Autofocus di Nikon.
Molti anni fa presi la saggia decisione di procurarmi un teleobiettivo autofocus (sì cari Millenial, la mia schiatta metteva a fuoco con la mano sinistra). Allora mi dedicai alla ricerca di un 300/2.8 abbastanza economico, ma di qualità garantita. Trovai l'occasione in un Nikon AF-I 300/2.8 ED in ottime condizioni. Il Nikon 300/2.8 AF-I è stato il primo 300/2.8 di Nikon dotato di motore interno di azionamento dell'AF, cioè il primo vero trecentodueotto autofocus di Nikon (perchè, intendiamoci, il Nikon IF-ED 300/2.8 AF del 1988 disponeva sì di un meccanismo di messa a fuoco automatica, ma le sue prestazioni erano  veramente imbarazzanti: grrrrrrrrrr iiiii  iiiiii  grrrrrrrrrrr !!)

Nikon ED AF-I 300/2.8 D, hand hold

Breve cenno storico
I vecchi utilizzatori del sistema Nikon ricorderanno gli anni novanta come anni di attesa e speranza, speranza di vedere sulla baionetta Nikon le stesse innovazioni tecnologiche introdotte da Canon. Infatti nel 1988 Canon stupì il mondo della fotografia con i suoi nuovi teleobiettivi EOS con motore autofocus integrato di tipo piezoelettrico. Si trattava di un tipo di motore molto compatto il cui principio di funzionamento permette l'azionamento diretto dei gruppi ottici di messa a fuoco dell'obiettivo, senza dover ricorrere a trasmissioni ad ingranaggio. Ciò si traduce in velocità, precisione estreme e quasi assoluta silenziosità dell'azionamento, prestazioni queste mai viste prima. 

Nikon ED AF-I 300/2.8 D con il suo bauletto di "serie".

Ovviamente Canon si premunì di proteggere questa innovazione registrandone il brevetto (brevetto che sarebbe scaduto solo nel 1997), quindi Nikon dovette ricorrere a qualche soluzione alternativa e la trovata fu la serie AF-I presentata nel 1992.

Nelle ottiche AF di Nikon prodotte fino a quel momento la movimentazione dei gruppi di messa a fuoco avviene attraverso un accoppiamento meccanico tra flangia dell'obiettivo e corpo macchina. Il motore elettrico che aziona lo spostamento del gruppo di messa a fuoco è nella fotocamera, l'obiettivo contiene solo ingranaggi di trasporto. Ancora oggi tutte le reflex Nikon di fascia "medio-alta" dispongono di questo motorino e della camma di accoppiamento meccanico. Con la tecnologia AF-I di Nikon, la movimentazione dei gruppi di messa a fuoco viene finalmente demandata ad un motore elettrico (ad avvolgimenti in rame) integrato nell'obiettivo stesso. Alla fotocamera rimane solo il controllo dell'attivazione del motore attraverso i contatti elettrici di accoppiamento fotocamera/obiettivo. I vantaggi sono enormi in termini di precisione, velocità e affidabilità del meccanismo di controllo ed azionamento.

Prodotta dal 1992 al 1996, la serie dei supertele Nikon AF-I venne inaugurata con la coppia 300/2.8 e 600/4,  successivamente la famiglia si completò con il 500/4 e il monumentale 400/2.8. C'è tanto ottone ed alluminio nelle costruzioni AF-I di Nikon, si tratta infatti di obiettivi possenti e massicci, fatti per durare e sopportare ogni genere di vessazione. Ma nonostante la notevole qualità costruttiva ed ottica, questi obiettivi non riuscirono ad eguagliare le prestazioni degli equivalenti Canon; infatti pur essendo ottimi strumenti in grado di dare molte soddisfazioni, non potevano competere con la tecnologia piezoelettrica, rimangono quindi una testimonianza tangibile dell'evoluzione della fotografia nella storica battaglia commerciale tra i due colossi giapponesi.

L'obiettivo Nikon ED 300/2.8 AF-I
Non sto qua a girarci troppo in giro. L'obiettivo in questione è un bel vetro. Ben costruito, solido con pulsanti e comandi comodi da controllare.

Nikon D300 e Nikon ED AF-I 300/2.8 D su Wimberley Sidekick su Arca Swiss B1g in diverse vedute

Qualche numero per dare l'idea:
- Peso: 3,300 Kg solo obiettivo e paraluce;
- Lunghezza: 25 cm;
- Lunghezza con paraluce: 35,5 cm;
- Diametro frontale con paraluce (ingombro): 13,5cm;
- Minima distanza di messa a fuoco: 2,5 m;
- Diaframma: f/2.8-f/22;
- Diametro filtri cassetto: 39mm;

Pulsanti e comandi
Ogni controllo presente su questo obiettivo è ben dimensionato e di facile accesso. Ciò non toglie che il controllo dell'autofocus sia poco pratico rispetto alle generazioni successive di teleobiettivi Nikon. La ghiera di selezione della modalità AF è rivestita da una copertura di gomma. Un pulsante di blocco ne impedisce lo spostamento accidentale e proprio questo blocco si rivela di impaccio, rallentando operativamente il cambio di modalità di AF. Ma la più grande limitazione si manifesta in modalità AF/MF. Per avere il controllo manuale della ghiera di messa a fuoco, occorre premere leggermente il pulsante di scatto della fotocamera altrimenti la ghiera non è attiva (gira a vuoto). Ciò rende un po' complicato il passaggio AF-MF. Nikon deve aver puntato sul solo uso in autofocus. Strano, ai tempi la fotocamera che aveva un buon AF era la F90 e disponeva di un solo sensore al centro.

Ghiera di selezione modalità AFSelettore modalità AF
Nikon ED AF-I 300/2.8 D, selettore limitatore range AF

Il selettore di limitazione AF e il collare di attacco al treppiedi sono invece due realizzazioni a cui guardo con grande nostalgia. Nelle produzioni successive Nikon ha dimenticato  queste soluzioni preferendo selettori "mignon" e collari di supporto spesso, troppo spesso, ridicoli.

Rinaldo in campo.
Trovo fondamentale il 300/2.8 in quelle situazioni dove la sua luminosità fa la differenza tra portare a casa un'immagine e guardare e basta. Con la pellicola questa caratteristica era molto più importante di quanto non sia oggi nell'era digitale. La dimensione compatta di questo 300 ne consente il trasporto anche per lunghi trekking o in montagna dove per forza di cose si deve limitare il carico. L'ho usato in tantissime situazioni, ma i miei soggetti principali rimangono di carattere naturalistico e qui il 300 /2.8 si rivela molto versatile, battuto solamente dal 200-400/4. Seguono un po' di foto per dare l'idea di cosa significhi portarselo appresso e qualche immagine d'esempio, tanto per, ma su questo blog ce n'è ovunque. Una osservazione: spesso i teleobiettivi lunghi hanno una resa ottica ottimizzata sulle medie - brevi distante, non è il caso di questo Nikon 300/2.8 con cui è possibile realizzare paesaggi in ogni dove. 

Kit trasporto d'annata.
Lungo un sentiero, Val Grande (VB) - Settembre.
Uno speranzoso appostamento ai cervi. Devero (VB) - Luglio.
In Finlandia in Agosto In cima al Gennargentu in Giugno.
Coniglio selvatico, isola di Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D300, ob Nikon ED 300/2.8 AF-I, hands hold.
Muflone che mi spia, isola di Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3 ob Nikon ED 300/2.8 AF-I, tripod Manfrotto 190, head Benro KS-0.
Pescatore sul fiume Oulanka, Finlandia - Agosto.
Nikon D300, ob Nikon ED 300/2.8 AF-I, hands hold
Tangenziale, Novara - Gennaio
Nikon D700 ob. Nikon ED 300/2.8 AF-I, car window.
Alpi innevate, Sozzago (NO), Gennaio
Nikon D300, ob Nikon ED 300/2.8 AF-I, car window.
Fiori alpini in estate, Alpe Vallaro Devero (VB) - Agosto.
Nikon D300 ob. Nikon AF-I 300/2.8 ED Manfrotto 190 testa Benro KS0
Marmotta. Alpe Devero (VB) - Agosto.
Nikon D300 ob. Nikon AF-I 300/2.8 ED Manfrotto 190 testa Benro KS0
Fiori di gerrbido. Parco Lame Sesia (NO) - Giugno.
Nikon D500 ob. Nikon AF-I 300/2.8 ED, Gitzo GT5541LS heda PC74BNS.
Ian Anderson con la bandana da pirata. Vigevano (PV) - Febbraio.
Nikon D3 ob. Nikon AF-I 300/2.8 ED

Teleconverter sì,  Teleconverter no.
La notevole qualità ottica del Nikon ED 300/2.8 AF-I ne consente l'utilizzo con i duplicatori di focale. Io uso il Nikon TC17 per me un buon compromesso tra perdita di luminosità e fattore di ingrandimento. La funzione AF si conserva anche se rallentata e la qualità ottica è  ancora buona, certamente non al livello dell'ottica primaria, ma se la cava bene. Vorrei però precisare che se si ha intenzione di procurarsi un 300/2.8 per poi incollargli dietro un TC, ebbene, questo modello tele Nikon non è il più adeguato. Anche su fotocamere moderne come la D500 il calo di prestazione dell'AF (velocità e precisione) è significativo, tanto da portare a preferire ottiche meno impegnative come il più economico 200-500. Riporto qualche scatto ottenuto con il 300 AF-I + TC 17.

Camoscio, morena della Rossa Alpe Devero (VB) - Agosto.
Nikon D300 ob. Nikon AF-I 300/2.8 ED + TC 17 II. Mano libera.
Capriolo, Alpe Devero (VB) - Agosto.
Nikon D300, ob. Nikon AF-I 300/2.8 + TC 17 II. MAnfrotto 190 testa Benro Ks0
Oca selvatica, Racconigi (TO) - Aprile.
Nikon D300 ob. Nikon ED 300/2.8 AF-I + TC 17 II, hands hold.
Fiori di campo, Alpe Devero (VB) - Agosto.
Nikon D300 ob. Nikon ED 300/2.8 AF-I + TC 17 II. Tripod Manfrotto 190, head Arca B1.

Guasti e Miserie.
I limiti di questo obiettivo sono tutti legati alla funzione autofocus. Intendiamoci: sicuramente i nuovi sistemi di messa a fuoco sono superiori in termini di praticità e precisione, ma comunque l'AF-I è un balzo in avanti significativo rispetto alla primissima serie AF (con camma d'accoppiamento meccanico alla fotocamera!!) e "un altro mondo" in confronto alla focheggiatura manuale. Mi pare però doveroso riportare qualche esempio di "limite tecnico", cioè di situazioni dove l'AF ha sbagliato.

Cervo Americano femmina, P.N. Jasper Alberta Canada - Luglio
Nikon F4s  ob. Nikon ED 300/2.8 AF-I + Nikon TC 17 Fuji Provia 400, car window
Colino della Virginia, Parco Lame Sesia (NO) - Giugno
Nikon D700 ob. Nikon ED 300/2.8 AF-I, tripod Manfrotto 190, head Benro KS-0
Camosci, P.N. Valgrande (VB) - Settembre
Nikon D300 ob. Nikon ED 300/2.8 AF-I + Nikon TC 17, monopod Gitzo GM2541;

Spero di tornare in Canada e rifarmi di scatti sfortunati come quello, che poi non era quel granché, ma per me un cervo che ti guarda dritto negli occhi non è cosa da tutti i giorni. In venti anni ho visto un  solo Colino della virginia. Ci è voluto un pomeriggio di caldo in uno scomodo capanno pieno di zanzare, ma la foto che ho registrato (mi ha concesso un unico click e poi è sparito) mostra nitidissime erbacce dietro al rallide. Nello scatto ai camosci la Nikon nel suo insieme ha dato il peggio, o forse il fotografo ha chiesto troppo. Fatto sta che si tratta di momenti irripetibili che questo 300 ha "lisciato".

Eccomi, ora ho qualche capello bianco in più,
ma "mi somiglio" ancora.

8 commenti:

  1. Complimenti per l'analisi ampia e puntuale dell'ottica. Da possessore della stessa concordo sulla tua analisi riguardo pregi e difetti del 300 AF-I. Io lo utilizzo "liscio" oppure con TC14E o, piu spesso, con TC20E e mentre la prima combinazione ha qualità da vendere, la seconda soffre le lunghe distanze. Immagino che tu non hai riscontrato tale limite con il TC17E, non è vero? Cordiali saluti
    Fabio

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  2. Ciao Fabio,
    confermo. Nel mio uso con il TC17 devo segnalare solo qualche imprecisione nell'individuazione del corretto piano di fuoco. Front focus o back focus che sia, non è regolare, quindi c'è poco da tarare! Fatto sta che accoppiato con il TC17 è un ottimo 500 mm. E va bene anche sulle lunghe distanze. Certo, si parte da un fior di vetro!

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  3. Ciao Valerio,
    l'ideale sarebbe il controverso 200-400 da te citato per la sua versatilità (non sai quante volte mi sono trovato o troppo lungo o troppo corto rispetto al soggetto) ma controverso perché da molti giudicato carente nella sua resa sulle lunghe distanze. Ho letto parecchio sul web e non solo riguardo questa carenza. Mi piacerebbe come ottica e molto, non lo nascondo, ma tu hai qualche informazione in più da fornirmi o, meglio, hai avuto modo di provarlo?
    Sarei interessato a conoscere il parere di chi, come te, gli oggetti li prova sul campo, nel mondo reale intendo, e non per "sentito dire".
    Ti ringrazio anticipatamente.
    Fabio

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  4. Certo Fabio,
    hai centrato il problema, che mi ha tormentato negli ultimi 2 anni. Il 200-400/4 VR II Sarà oggetto del prossimo post, ma siccome lo sto usando da poco più di 2 mesi, dammi tempo di raccogliere un po' di materiale.
    Dalle prime poverissime uscite, l'unica degna di nota è stata in Val Savarenche al Gran Paradiso, ti posso dire che è un ottimo vetro. Sia su DX che su FX la qualità è più che buona, a tutte le focali. La resa all'infinito è molto buona anche nel range 350-400. Lo stabilizzatore è fenomenale e l'AF ... è un piezoeletrico AF-S cioè velocissimo e precisissimo. Ho notato un po' di vignettatura in FX alla focale più lunga. Capirai il difetto. Insomma è un oggetto potentissimo. Nel post "fa un po' freddo" ho messo qualcosina, ma di poco conto.
    Come si dice: fai ballare l'occhio qui o su Nikonland e presto pubblicherò un resoconto.

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  5. Sarò particolarmente attento e "farò ballare l'occhio" tra questo tuo blog e il sito che mi hai segnalato (dove tra l'altro i giudizi su tale ottica non sono affatto benevoli ma forse troppo ingenerosi).
    Attendo con viva curiosità il frutto delle tue prove.
    Cordialmente.
    Fabio

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  6. Si Fabio, sono proprio i commenti di Nikonland che mi hanno creato tormento.
    Poi un dì sono passato al forte di Bard in valle d'Aosta, dove Stefano Unterthiner ha la sua bella galleria (se ti capita di passare di lì è d'obbligo una fermata). Qui su un Imac 27" giravano le ultime foto da lui scattate in Patagonia (torri del Paine) a Guanachi e Puma(!). Riprese ambientate TUTTE, non primi piani o dettagli dello sguardo tontolotto dei camelidi. Per capirci meglio: gruppo di guanaco e Torri dal Paine sullo sfondo, in compressione prospettica tele.
    E vuoi che non chiedessi di vedere gli EXIF????? 90% D3s + 200-400/4 VR II.
    Ma di che stiamo parlando (mi sono detto)?

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  7. Buona sera, ho visto la vostra recensione e l'ho trovata molto ben fatta, mi sorge però spontanea una domanda a riuguardo di questo passaggio " e a comandare il motore AF presente all'interno dell'obiettivo stesso, con enormi vantaggi in termini di precisione, velocità e affidabilità. Ma nonostante la notevole qualità costruttiva e ottica, questi obiettivi non riuscirono ad eguagliare le prestazioni degli equivalenti Canon" per l'appunto mi interessava sapere come potrebbe cavarsela in un contesto di foto sportive l'autofocus di questo obiettivo. Forse per le foto naturalistiche la velocità d'inseguimento non è poi importante come nelle foto sportive motoristiche. Grazie in anticipo e complimenti ancora.

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  8. Se la cava, ma non fa i miracoli. In una partita di calcio, tanto da capirci, se i giocatori sono sui 30 metri (figura intera) in movimento principalmente tangenziale, si scatta molto bene, ma se il moto è radiale e veloce non ce la fa. L'Af-s (o USM di Canon) è invece in grado di mantenere il fuoco preciso. Insomma, è un ottimo vetro (otticamente parlando) con un AF dalla tecnologia intermedia... parliamo di sviluppo della fine anni '80 con il vincolo del brevetto Canon che vedeva intoccabile per Nikon la commercializzazione dei motori piezoelettrici.
    Spero di aver chiarito e grazie del passaggio.

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Sorry for the missing but I starting to manage all unsigned message as Spam. I hope that all folks can understand.