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Nikon ED AF-S 200-400/4 VRII - G

 - Aggiornamento in corso - Marzo 2017 

Nikon AF-s 200-400/4 ED VR II - G

Quattrocento-quattro.
Mi fa ridere scriverla così, ma devo parlare della fotografia del secolo scorso, quando il "rullino" era l'unico modo per conservare un'immagine e con le diapositive non si poteva "croppare", la cornice di 24x36 mm era (e per me lo è tuttora) uno spazio da riempire senza taglierina, "resample" o altre diavolerie a cui oggi si può far ricorso. A quel tempo chi voleva fotografare gli animali si rendeva subito conto che la lunghezza focale era sempre troppo "corta". Negli anni '80 Internet non lo immaginavamo neppure, le fonti di conoscenza fotografica erano le riviste specializzate ed io ne ero un lettore accanito. Da quelle pagine appresi che il teleobiettivo più performante era il 300/2.8. Che fosse bianco con vetri alla fluorite o tutto nero con meno esotici vetri a bassa dispersione, il 300/2.8 veniva considerato come il fulcro della fotografia sportiva e naturalistica.
Non abitando in Wyoming, già allora mi resi conto che 300 mm non sarebbero stati sufficienti per immortalare gli spaventati animali selvatici che, con enormi difficoltà, si ostinano a popolare le campagne della pianura risicola. Allora cercai qualcosa di un po' più adatto, di più "lungo"; lo trovai nel Tamron 400/4 LD-IF, un obiettivo pochissimo diffuso e sceglierlo fu un vero e proprio salto nel buio. 400/4 era una coppia lunghezza focale/apertura massima poco diffusa, solo Canon FD aveva in listino un 400/4.5, Nikon non produceva più il 400/3.5 (che comunque aveva un costo proibitivo) mentre Pentax, Minolta MD, Leica, nessuno di questi proponeva un vetro equivalente. Il Tamron svettava in splendida solitudine. Per undici anni me lo sono scarrozzato nello zaino e ci ho fotografato di ogni, era un ottimo vetro, un po' spartano, ma a cui non mancava nulla. Accoppiato con il suo TC14 (serie Adaptall2) forniva un ottimo 560/5.6. Per chi ha memoria, 560mm è una lunghezza focale che ha fatto la storia (Leica Telyt). 

Il mio vecchio Tamron SP 400/4 LD-IF: quante battaglie.

Cento millimetri in più mi fecero scartare il 300/2.8, rinunciavo al doppio della luminosità per una maggiore magnificazione pur sapendo che con la pellicola era un bel guaio. Ebbi modo di maledire quell'f/4 in tutte quelle situazioni dove la luce scarsa mi tagliava letteralmente fuori (in teatro e nei concerti), ed allora non potevo fare altro che avvicinarmi ed innestare un altro Tamron il 180/2.5 SP LD-IF, ma questa è un'altra storia.

Grazie alla sensibilità dei sensori digitali, il 400/4 riguadagna punti anche in condizioni di luce veramente scarsa. La luminosità di un 300/2.8 è sempre estremamente intrigante e la lunghezza focale, pur non eccessiva, è comunque magnificabile ricorrendo al ritaglio del formato Aps-C o Micro 4/3. In realtà però ci si accorge che un 300/2.8 pesa un accidenti, della luminosità relativa non c'è più reale necessità e forse a pari massa esiste qualche soluzione più intelligente. E' pur vero che ricorrendo ad un buon teleconverter, qualsiasi 300/2.8 fornisce prestazioni di nitidezza ancora "spumeggianti", ma è anche vero che quel teleconverter bisogna montarlo/smontarlo e ciò non sempre è possibile, si rischia di perdere il momento, il soggetto o peggio rischiare di rovinare fotocamera e obiettivo (prova a sostituire un TC sotto la pioggia battente)

Nikon AF-S 200-400/4 ED-VR II G
Nikon nel 2005 ha introdotto uno zoom specialistico il 200-400/4 ED-VR G. Nel 2010 ha presentato una versione aggiornata, dotata di tecnologia N (Nanocrystal) e di stabilizzatore VR II di maggiore efficacia. Questa seconda versione è oggetto della recensione. Nikon si inventò lo strano zoom 200-400/4 ai tempi d'oro della F3, costruendo una versione manual focus Ais dal costo impossibile e diffuso in pochi esemplari che, tutt'oggi, son oggetti di interesse collezionistico. Questo nuovo zoom riprende l'escursione focale del predecessore, e devo dire che ne conclama il successo. Per quanto mi riguarda rimettere le mani su un 400/4 è stata una specie di "richiamo della foresta", un ricordo dei miei vent'anni. Crisi di mezza età? Non credo, le caratteristiche di questo obiettivo sono fenomenali:

motore AF-S per una messa a fuoco automatica velocissima.
- minima distanza di messa a fuoco di 2.5m SU TUTTA L'ESCURSIONE FOCALE.
- stabilizzatore ottico di ultima generazione che significa almeno 3 stop di garanzia.

Nikon AF-S 200-400/4 ED VRII G.
Nikon AF-S 200-400/4 ED VRII G dettaglio ghiera zoom.
Come dimensioni sta nel mezzo.

Una breve carrellata di noiosissimi dati tecnici.
Il 200-400 non è un obiettivo piccolo. Come peso e dimensioni rientra nella categoria grossi calibri. Quindi per i fotografi da "viaggio" abituati a zoom versatili e compatti, come il Nikon 80-400 o i vari Sigma e Tamron, questo non e' lo zoom da consigliare. Riporto qui i dati di peso e ingombro del 200-400/4, paragonandoli al Nikon AF-I 300/2.8, un confronto di merito.

I pesi.
- Nikon D3 + Nikon AF-S 200-400/4 VRII G: 5.3 kg
- Nikon D700 + MBD10 + Nikon AF-I 300/2.8 ED: 5.0 kg

Gli Ingombri.
- Nikon AF-S 200-400/4 VR II G: 37,5 cm
- Nikon AF-I 300/2.8 ED : 25,0cm

A cui si devono aggiungere, per definire l'ingombro totale, 12 cm di paraluce valore uguale per entrambe (anzi, i paraluce sono intercambiabili). Segnalo inoltre che la versione di 300/2.8 del confronto era famosa per la sua estrema compattezza. Balza all'occhio immediatamente come il 200-400 sia più pesante ed ingombrante, ciò nonostante al lato pratico questo zoom di Nikon si rivela uno strumento altamente produttivo.

A confronto Nikon 300/2.8 AF-I # 200-400/4 VR II in assetto.

Il tele è costruito con criterio, su treppiede è ben bilanciato e per il brandeggio, il piede di attacco al treppiedi si rivela utile. Per l'aggancio alla testa dello stativo ho inizialmente utilizzato una piastra Wimberley P30. Il piede di serie non è una pertica come quello dei 400-500-600, ciò nonostante dopo qualche anno ho deciso di sostituirlo con il pratico piede ribassato LF-N1 di Sunwayfoto.  Per quanto concerne i pulsanti e comandi lamento lo stesso difetto di tutta la recente produzione Nikon: sono troppo piccoli. Con i guanti è impossibile inserire/disinserire il VR oppure disattivare l'AF,quindi troppo piccoli e pure difficili da trovare (nel buio del capanno, coperti dalla cover in neoprene: ok me le vado a cercare). Come già accennato, ribadisco: questo tele zoom di Nikon è grosso e pesante, un supporto stabile è ben più che utile perché sorreggere lo zoom e la fotocamera per periodi più lunghi di qualche istante è oggettivamente molto faticoso. Ciò non di meno devo confermare che nei momenti di necessità ho brandeggiato a mano libera Nikon 200-400/4 ottenendo quasi sempre immagini nitide e a fuoco. Nell'esperienza accumulata in questi anni devo confessare che ormai mi sono abituato al "miracolo" tecnologico e ad esso tendo ad affidarmi molto spesso.

Nikon AF-s 200-400/4 VR II con piede originale Nikon e piastra Wimberley P30
Nikon AF-s 200-400/4 VR II G con piede Sunwayfoto LF-N1
Sul treppiedi, nel caso il Gitzo GT3541LS corredato di testa Arca Swiss B1.
Qui invece ho fatto ricorso al monopiede Gitzo GM2541 per sostenere il peso di macchina e obiettivo.
Due situazioni di ripresa da posizione eretta dove il Gitzo GT3541LS è aperto quasi alla
massima estensione.


Il vantaggio di essere ZOOM.
Quando si riprendono soggetti mobili da posizione fissa, risulta improponibile smontare o montare rapidamente il teleconverter dal tele. In questi casi se andrà bene si rischierà solo di tagliare un po' di soggetto, altrimenti si potrà perderlo del tutto essendo impegnai a trafficare con baionette e capricciose e fotocamere ingombranti.

Camoscio, PN Gran Paradiso Valsavarenche (AO) - Agosto
Nikon D300 ob. Nikon ED 300/2.8 AF-I + Nikon TC17

Ho sperimentato come questo zoom sia veramente un tutto fare. Dal paesaggio, agli scatti a mano libera di selvatici, dagli appostamenti in capanno, alle foto a distanza ravvicinata e di particolari stretti, questo zoom è effettivamente molto versatile. Negli esempi che seguono ho messo un po' di tutto: da riprese tranquille da cavalletto a scatti al limite delle possibilità dell'obiettivo e ancora controluce estremi e riprese a mano libera in VR attivo.

Costa dell'HERBETET, Valsavarenche (AO) - Dicembre.
Nikon D700 ob Nikon 200-400/4 @ 200mm, Gitzo GT3541LS
head Arca B1. EXP: 1/6000 f/5,6 ISO 800.
Vette occidentali, Valsavarenche (AO) - Dicembre.
Nikon D3 ob Nikon 200-400/4 @ 300mm, Gitzo GT3541LS
head Arca B1.EXP: 1/1500 f/5.6 ISO 200.
Camoscio, Tignet Valsavarenche (AO) - Dicembre.
Nikon D3 ob Nikon 200-400/4 @ 400mm, tripod Gitzo GT3541LS head Arca B1. EXP: 1/1000s f/5,6 ISO 640.
Lago Devero, Alpe Devero (VB) - Marzo.
Nikon D3 ob Nikon 200-400/4 @ 400mm, monopode Gitzo GM2541
La notte incombe, Pont, Valsavarenche (AO) - Dicembre.
Nikon D300 ob Nikon 200-400/4 @ 210mm, tripod Gitzo GT3541LS
head Arca B1. EXP: 1/2s f/6,7 ISO 200.
Nikon 200-400/4 @ 240mmNikon 200-400/4 @ 400mm
STAMBECCO, Tignet Valsavarenche (AO) - Dicembre.
Nikon D3 ob Nikon 200-400/4, tripod Gitzo GT3541LS head Arca B1. EXP: 1/1000s f/5,6 ISO 640.
SARPOM, Trecate(NO) - Febbraio.
Nikon D700 ob. Nikon 200-400/4 @ 240mm,
beanbag. EXP: 1/125s f/4 ISO 200 VR ON.
Monte Rosa, Parco Lame Sesia (NO) - Gennaio.
Nikon D700 ob Nikon 200-400/4 @ 400mm, tripod Gitzo GT3541LS
head Arca B1. EXP: 1/20s f/4 ISO 1600 VR ON
Betulle, Piano Rosa Fontaneto d'Agogna (NO) - Aprile.
Nikon D3 ob Nikon 200-400/4 @ 400mm, beanbag. EXP: 1/30s f/8 ISO 800 VR ON
Cavaliere d'Italia, riserva di Casalbeltrame (NO) - Aprile.
Nikon D700, ob Nikon 200-400/4 @ 400mm, hands hold.
EXP: 1/180s f/4 ISO 500 VR ON.
Minilepre nel capanno, riserva di Casalbeltrame (NO) - Aprile.
Nikon D700, ob Nikon 200-400/4 @ 400mm, hands hold.
EXP: 1/125s f/4 ISO 400 VR ON.
LICHENI, Tignet Valsavarenche (AO) - Dicembre.
Nikon D3 ob Nikon 200-400/4 @ 400mm, tripod Gitzo GT3541LS
head Arca B1. EXP: 1/500s f/5,6 ISO 640.
Lucertola su quercia, Piano Rosa Fontaneto d'Agogna (NO) - Aprile.
Nikon D3, ob Nikon 200-400/4 @ 400mm, tripod Gitzo GT3541LS
head Arca B1. EXP:1/90s f/11 ISO 200 VR ON.
Fioritura nel giardino, Trezzano sul Naviglio (MI) - Aprile.
Nikon D3, ob Nikon 200-400/4 @ 400mm, hands hold. EXP: 1/180s f/5,6 ISO 250 VR ON.


Tirando le somme.
I risultati che ho ottenuto sono, per me, molto soddisfacenti. Sia in formato DX che in FX l'obiettivo rende bene il suo servizio. Unica cosa una leggera vignettatura su formato FX, ma del tutto comparabile ad altri obiettivi Nikon. Il sistema di stabilizzazione è estremamente efficace e consente di scattare in condizioni un tempo proibitive. Insomma per essere uno zoom "estremo" direi che è veramente riuscito e si sta dimostrando un compagno insostituibile di qualsiasi viaggio, lontano o vicino casa. Questo blog si va rapidamente popolando di immagini colte con questo obiettivo; chi vuole può trovarne molte sui post dal Quebec de l'isola Bonavanture o del PN Haute Gaspesie  e ancora in in Costa Rica a Cahuita o sul fiume Tarcoles. Questo zoom trova applicazione  in milione e mezzo di occasioni e, devo confessarlo, porta via molto lavoro al 600/4 e al 70-200/2.8. Certo che sarebbe magnifico se fosse più corto e più leggero, ma le regole dell'ottica pongono dei vincoli che non si possono aggirare. Forse un domani, se mai se ne riprenderà lo sviluppo, le costruzioni ottiche contenenti gruppi diffrattivi (vedi Canon 400/4 DO), potranno mischiare nuovamente le carte in tavola. Ad oggi questo è lo stato dell'arte: brava Nikon!

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E per "tagliar la testa al toro", un Confronto diretto con il 300.
Ho provato a portarmi i due obiettivi sul campo. L'ho fatto per sfatare quella voce che afferma che questo zoom non sia in grado di competere con il fratello 300/2.8. Purtroppo la prova è incompleta perché ho dovuto interrompere anzitempo a causa di condizioni meteo avverse. Ma da questa semplice prova posso affermare che Unterthiner, Sartore, Brandemburg, Mangelsen, Munier e tanti altri nomucoli della fotografia internazionale, NON SONO ABITUALI CONSUMATORI DI BARBERA. Infatti tutti questi signori ricorrono spesso a questo 200-400/4. Quindi questa mia prova ha confermato che l'acqua calda ... è calda. Insomma il 200-400/4 regge eccome il confronto!!

Nikon Lenses 300/2.8 AF-I e 200-400/4 AF-S VR II in the field
Betulle, piano Rosa Fontaneto d'Agogna (NO) - Aprile.
Nikon D3, ob Nikon 200-400/4 @ 270mm, tripod Gitzo GT3541LS head Arca B1.
EXP: 1/45s f/9.5 ISO 200 VR ON.
Betulle, piano Rosa Fontaneto d'Agogna (NO) - Aprile.
Nikon D700, ob Nikon 300/2.8 AF-I, tripod Gitzo GT3541LS head Arca B1.
EXP: 1/60s f/9.5 ISO 200.

Allora tra 300/2.8 e 200-400/4, che scegliere?
Con lo stesso peso di un 300/2,8 Nikon ha realizzato uno zoom che si spinge fino ai 400mm, e come tale, consente di modulare precisamente l'inquadratura. Il fattore zoom risulta inoltre comodissimo nelle fasi di tracking di soggetti mobili. Sfruttando l'ampio angolo di campo della focale più corta, è possibile inseguire soggetti in rapido movimento altrimenti difficili da mantrenere nella mira. A parer mio il 200-400/4 NON SOSTITUISCE un 300/2.8 in ogni campo di applicazione. In teatro o in manifestazioni sportive indoor un vetro che capti il doppio della quantità di luce è sempre una manna! Ma a me, chemmenefrega? Io che fotografo solo paesaggi e animaletti timidi con sto zoom vado a nozze!

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Che ne diresti di moltiplicarlo?
Direi di NO, ma Fabio mi ha chiesto espressamente di provare l'attrezzo con il moltiplicatore. Io possiedo e uso solo il Nikon TC 17. Il fattore 1.7x fornisce una magnificazione importante, decisamente significativa. E si perde solo 1 stop e mezzo (circa) di luminosità. Lo Zoom 200-400/4 unito al TC17 conserva il funzionamento della messa a fuoco automatica. In termini di velocità dell'autofocus oggettivamente la riduzione di prestazione si sente, ma rimane un bel fulmine. La qualità ottica risultante è molto buona. Fin troppo! Nel senso che, da quanto avevo letto su diversi forum, mi sarei aspettato qualcosa di estremamente deludente. Invece no. Ovviamente le prove le ho fatte sulla focale massima o comunque in "zona". Ma per maggiore sicurezza mi sembrava opportuno fare una prova confronto con il Nikon AFs 600/4 VR. Quindi armato di cotanta batteria di ferri e vetri mi sono recato in un posto "comodo" e ho fatto qualche scatto di prova.

Nikon lenses 200-400/4 + TC17 e 600/4

Il 200-400/4 moltiplicato con TC17 mi pare che abbia una velocità di messa a fuoco superiore a quella del 600/4 anch'esso moltiplicato con il medesimo TC. Non sono un maniaco delle misure, mi limito a questa sensazione.

Nikon D700, ob Nikon 600/4 AF-S VR
tripod Gitzo GT3541LS head Arca B1.
EXP: 1/750s f/6.7 ISO 200 VR OFF
Nikon D3, ob Nikon 200-400/4 @400 VRII + TC17
 tripod Gitzo GT3541LS head Arca B1.
EXP: 1/750s f/6.7 ISO 200 VR OFF
Nikon D700, ob Nikon 600/4 AF-S VR + TC17
tripod Gitzo GT3541LS head Arca B1.
EXP: 1/750s f/6.7 ISO 200 VR OFF

Queste prove sono state fatte un po' di corsa, tanto per vedere se ci fossero o meno MOSTRI incontrollabili, che so quali una vignettatura spropositata, il blocco dell'AF, una perdita di nitidezza disomogenea... la lista poteva essere lunga. Bene di mostri non ce n'è e non solo: ho avuto modo di usare in modo intensivo questo 200-400/4 in abbinamento al TC17 in Costa Rica, brandeggiando obiettivo e fotocamera a mano libera (!).

Mano libera!

Per i più curiosi invito a dare un'occhiata ai post sul PN Carara e sulle vette de Los Quetzales. Io non lo credevo possibile, ma scattare a mano libera ad 1/60 per 680mm di focale e ottenere quella nitidezza è proprio segno del 3° millennio.


2 commenti:

  1. Ciao Valerio,
    ho scoperto del tuo nuovo test sul 200-400 e l'ho "divorato" d'un fiato.
    Premessa doverosa: ti voglio ringraziare per avere provato l'ottica nella configurazione che ti avevo prospettato, cioè in unione ad un moltiplicatore: è stato un gesto ben gentile e francamente inaspettato.
    Vedo con piacere che il tuo percorso fotografico ha dei punti d'incontro con il mio riguardo la scelta delle focali. Anch'io sono partito a praticare la fotografia naturalistica con un 400 mm. di marca Novoflex 400 mm. F. 5.6 ( e sì, parliamo del secolo scorso....) per passare poi ad un Nikon 400 mm. f.5.6 IF-ED ed arrivare infine al Nikon 300 2.8 AF-I.
    La recensione conferma, oltre ogni mia più rosea aspettativa, le qualità e i vantaggi operativi di uno zoom che forse rappresenta una delle migliori ottiche per la pratica della fotografia naturalistica.
    Fugano eventuali residui dubbi riguardo eventuali falle nella resa non solo a medie-lunghe distanze ma anche a distanze ragguardevoli ( vedi gli splendidi panorami alpini).
    Tra l'altro, al netto delle limitazioni imposte dalla compressione per il web, intuisco che, molto probabilmente, gli originali NEF siano ancora più definiti di quanto si possa percepire con i jepg.
    Infine, ma non ultimo per importanza, anche la resa dell'ottica duplicata è di tutto rispetto addirittura con un moltiplicatore TC17 ( e posso ipotizzare che il risultato con il TC14 possa avere risultati ancora superiori).
    In conclusione un prodotto che sulla carta promette (e mantiene moltissimo) e non pone limitazioni di sorta che non siano quelle relative al fotografo che lo usa (ma questo è un altro discorso...).
    Effettivamente chi lo possiede non deve far altro che usarlo e "spremere" tutte le sue innegabili qualità.
    Grazie ancora per il tuo prezioso contributo Valerio.
    "Buona luce" per le tue foto.
    Fabio

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  2. Fabio, confermo.
    La compressione propria del blog, unita alla compressione in fase di editing in PS (salvataggio per web pur con quality elevata) ammazzano un po' la resa. L'originale è + inciso.
    Con il TC 14 probabilmente sto 200-400/4 va a nozze. E' da provare!

    Mi parli del 400/5.6 Novoflex (il fotofucile!) e poi dell'Ais Nikon! Quest'ultimo era nelle mie alternative di allora, ma gli preferii A PARITA' DI PREZZO (!!!!) il TAMRON 400/4 LD-IF. E feci bene, alla faccia delle sperticate lodi di Editrice Progresso per il Nikon e per il completo disinteresse per il Tamron. Mi sono pentito di averlo venduto per acquistare il molto blasonato Nikon 600/4 AIS. E' stato il più grande passo falso che ho compiuto nella scelta dell'attrezzatura. Ormai è andata. Questo 200-400/4 effettivamente me lo ricorda, negli ingombri più che nei pesi perché il Tamron pesava mezzo chilo di meno. La prestazione di questo nuovo vetro invece è un altro pianeta, ma siamo anche nel 2012!

    Infine una curiosità: il concorso Oasis photo contest 2012 premia il primo classificato con un trofeo nel quale è scolpita la sagoma di un obiettivo. Bene, l'obiettivo in questione è il Tamron 400/4 LD-IF ! Ma guarda il caso.

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