contro- intestazione

Ti piace qualche foto di questo blog? Non rubarla, chiedimela! E se proprio non ce la fai ... vedi di non usarla per lucro! - contact email: vbpress68@gmail.com

Fotosub in formato DX

Fotosub in formato ridotto: DX per i Nikonisti.
L'articolo qui riportato è stato completamente riformulato e aggiornato rispetto alle edizioni pubblicate nel 2011 sul forum Nikonland e sul portale DUWphoto.

S.Antioco (CI) - Giugno.
Nikon D300, ob. Sigma HSM 8-16/4.5-5.6 in Sea&Sea MDX-D300 + ER40 + Dome 240.

Cronache di un mondo inquieto.
Bizzarrie dell'evoluzione della tecnologia, qui non si riesce a stare tranquilli sei mesi, un bel cruccio per chi come me era abituato ai piani quinquennali di investimento. In questo inizio 2015 si sta affacciando prepotentemente la tecnologia Mirrorless (senza specchio), tecnologia che offre notevoli vantaggi, anche nella ripresa fotosub. Mi piace osservare che le fotocamere mirrorless attualmente in produzione, con esclusione di alcuni modelli Sony, sono delle mezzo formato (DX e 4/3) o peggio dei mini formati (Nikon 1 formato CX, fattore 2,7x). La qual cosa rende ancor più importanti le osservazioni che seguono, osservazioni già esposte in passato, ma ora riordinate per una migliore fruizione.

Il grandangolo spinto è a casa sua nell'acqua!
Non sto qui a fare giri di parole, per quel che mi riguarda la fotografia subacquea è faccenda di riprese grandangolari, visioni a campo ampio in un ambiente dove i nostri occhi non possono funzionare. Del resto non siamo pinnipedi quindi i nostri bulbi oculari non sono adatti al mezzo liquido, ma solo a quello gassoso e in una miscela alquanto particolare. Per vedere sott'acqua come vediamo fuori dobbiamo ricorrere al mezzo fotografico. La visione grandangolare lineare è quella che maggiormente si avvicina alla naturale percezione che avremmo se potessimo "guardare"  sotto la superficie dell'acqua.
Inoltre va considerato il fatto che a causa della relativa trasparenza dell'acqua è raro poter godere di 10-15 metri di visibilità "di dettaglio". Con realismo potremo sfruttare 3-5 metri di profondità massimi, distanza nella quale è possibile fare risaltare colori e forme dei soggetti, magari con l'uso di un buon impianto luci flash. Insomma, tutto quanto si può fotografare con profitto in acqua in genere è posto dal fronte oblò a non più di 5 metri. Questa considerazione conduce naturalmente a richiedere l'uso di ottiche grandangolari veramente accentuate utili ad abbracciare un ampio campo inquadrato che ha poca profondità di visibilità. Risulta quindi evidente quale sia l'importanza d'avere a fuoco questo strato di campo di ripresa. In questo senso ogni magnificazione della Profondità di campo ottica (PDC) è manna dal cielo e da sempre qualsiasi aiuto tecnologico è stato ben accetto.

Un colpo d'occhio in un punto di risorgiva fluviale: spazi stretti e poca visibilità, Parco Lame Sesia (NO) - Luglio.
Nikon D300, ob. Sigma HSM 8-16/4.5-5.6 @8mm in Sea&Sea MDX-D300 + ER40 + Dome 240; EXP: iso 400 1/125, f/11.
Uno scatto a me, realizzato in iperfocale sfruttando quindi l'estesa PDC dell'apparato ottico. Badesi (SS) - Agosto.
Nikon D300, ob. Sigma HSM 8-16/4.5-5.6 @8mm in Sea&Sea MDX-D300 + ER40 + Dome 240;

Il formato ridotto si sposa bene con la fotosub.
Allora veniamo al dunque, al perché di questo richiamo ai formati ridotti. Ridurre il formato significa disporre in ripresa di maggiore Profondità Di Campo (PDC), perché a parità di Angolo di campo inquadrato e Diaframma (apertura) impostato la PDC si estende con la riduzione del formato coperto. Non parlo della PDC verso l'infinito, ma della PDC tra piani relativamente vicini all'oblò fino a 2 – 3 metri di distanza e non oltre. Propongo qui il confronto tra due immagini.

D300+17-35 @ 17mm(==25,5mm) exp f/8; 4s 200 ISOD3+24-70 @ 26mm exp f/8;4s 200 ISO

La foto di sinistra è realizzata con la fotocamera D300 (DX) e l'ora del videoregistratore si legge distintamente cosa che non accade nello scatto sulla destra ottenuto con fotocamera D3. I due scatti presentano medesimo angolo di campo quindi, poichè i formati sono differenti, sono stati ottenuti con differente Lunghezza Focale (LF). A sinistra sono serviti 17mm, sulla destra invece occorrono 26mm per inquadrare lo stesso campo. Di qui ne viene che la PDC è strettamente legata alla LF. Con i formati ridotti le LF in uso sono necessariamente più corte, quindi si guadagna un forte incremento di PDC. Caliamo tutto questo bel discorso nel contesto della fotosub ed ecco che la riduzione del formato ci conduce a possibilità di ripresa estremamente vantaggiose, soprattutto con l'uso di ottiche grandangolari. Per esperienza ho constato che il vantaggio apportato dalla riduzione del formato diventa effettivo, concreto, tangibile e a pari condizioni ottengo più scatti buoni, di impatto, usando un formato ridotto rispetto ad un formato maggiore (DX versus FX in casa Nikon).

Fare stare insieme due mondi: le immagini semisommerse.
Un altro tipo di ripresa dove la massimizzazione della PDC è terribilmente ricercata è nella realizzazione di immagini a mezz'acqua, dove si chiede di fare stare insieme, in uno stesso scatto, due mondi otticamente incompatibili. Infatti i mezzi aria e acqua non hanno ugual indice di rifrazione. Quello che accade in queste riprese è che la parte dell'inquadratura in acqua si comporta come una mezza lente negativa. Possiamo correggerla con una mezza lente positiva da 2 o 3 diottrie (dipende dal diametro dell'oblò), ma poi potremo fare solo foto a mezz'acqua! Fece scuola il caso di David Doubilet che per le riprese a mezz'acqua dei trigoni delle Barbados attrezzò una Aquatica 3 con oblò 8” armata (presumo) di Nikon Ais 18/3.5 su cui erano montati 2 filtri: uno split density GN, per correggere la luminosità del cielo, ed un secondo mezzo filtro di correzione diottrica per compensare l'effetto lente dell'acqua e portare sullo stesso piano di fuoco i trigoni e le barche all'orizzonte. Questa scelta significa dedicare uno scafandro esclusivamente a quel tipo di immagine, perché diversamente i risultati sarebbero stati ben mediocri, come il seguente dove un 20mm a f/11, pur coadiuvato da un dome di 8", fa quel che può..

Nikon F801, ob Nikon AF 20/2.8, Housing Aquatica 80n + Dome 8"

Per ovviare a questo inconveniente, sacrificare cioè uno scafandro solo per fare queste riprese, si faceva, e si fa tutt'ora, ricorso all'obiettivo Fisheye a copertura piena. Questo tipo di ottiche hanno una PDC estesissima che fornisce una facile soluzione al problema ottico. Purtroppo, ma questa è faccenda di gusto personale, la immagini fisheye alla lunga sono tutte simili. La distorsione è veramente eccessiva e in tante occasioni può "stonare".

Nikon F801, ob Nikon Ais 16/2.8 Fisheye, Housing Aquatica 80 + Dome 8"
Nikon D800, ob Nikon Ais 16/2.8 Fisheye, Housing Sea&Sea MDX-D800 + Dome 240.

E allora, per una maggiore PDC intrinseca, perché non ricorrere al formato ridotto? Con questa opzione è possibile riconciliarsi con i grandangoli lineari anche in questo genere di riprese. Io ci ho provato scafandrando la mia D300 (per dettagli rimando alla pagina di questo blog dedicata alla MDX-D300) e devo dire che in questa specifica applicazione la differenza si sente, eccome se si sente.

Canale di irrigazione, San Nazzaro Sesia (NO) - Luglio.
MDX-D300, Dome Sea&Sea 9.5"+ER40; ob. Sigma HSM 8-16/4.5-5.6@ 8mm; EXP: iso 200 1/90, f/11
Scogliera vulcanica del sud di S.Antioco (CA) - Giugno.
MDX-D300, Dome Sea&Sea 9.5"+ER40; ob. Sigma HSM 8-16/4.5-5.6@ 8mm; EXP: iso 200 1/90, f/11
Baia di Porto Conte (SS) - Giugno.
MDX-D300, Dome Sea&Sea 9.5"+ER40; ob. Sigma HSM 8-16/4.5-5.6@ 8mm; EXP: iso 200 1/90, f/11
Un confronto vecchio - nuovo: a sinistra una ripresa in pellicola a destra un DX dell'evo moderno.
Nikon F801+ Nikon AF 20mm in Aquatica80 + Dome 8”
exp 1/60 f/11 Vevia 50.
Nikon D300 + Sigma 8-16mm @ 8mm in MDX-D300 + Dome 240

Il mio grandangolare lineare per il DX.
Come grandangolo lineare ho scelto l'estremo, economico e ben riuscito, Sigma HSM 8-16/4.5-5.6 che si rivela di una versatilità seconda a nessuno. Lo zoom Sigma non è un Fisheye, ma uno zoom rettilineo con un angolo di campo massimo superiore ai 120 gradi. Ho preferito questo vetro al Nikon 10-24 perché quei due millimetri in meno a quelle focali pesano parecchio in termini di angolo e PDC. L'escursione 2x sembra poca, ma per le applicazioni subacquee è più che adatta, infatti alla lunghezza massima di 16mm si ha un campo inquadrato pari a quello di un 24mm sul Full Frame. Questa è la LF ideale per riprendere i pesci inseriti nel loro habitat. Questo zoom grandangolare mette a fuoco ad una distanza minima di 24 cm. In acqua è molto importante avere una minima messa a fuoco (MDF) molto corta in quanto l'effetto lente negativa del Dome Port allunga in modo significativo il fuoco minimo dell'obiettivo. Utilizzando il Dome Port 240 di Sea&Sea e il distanziatore ER40 (accoppiata che consiglio per questo obiettivo) la MDF risulta essere di poco superiore al fronte oblò.

Sea&Sea MDX-D300 con Dome Sea&Sea 240 in metacrilato e distanziatore ER 40.

Segnalo che Sea&Sea non ha in catalogo una ghiera per comandare lo zoom di questo obiettivo. Ma FracoSub, o meglio il sig. Fulvio Reina, ha accettato la sfida e, partendo da una ghiera per il 17-35 Nikon, con un bel po' di lavoro di tornitura, è riuscito ad adattarla al Sigma. Per un pelo, proprio lo spessore di un pelo è infatti la distanza che rimane tra l'ingranaggio e il maledetto selettore di AF-MF presente sul barilotto dell'obiettivo.

Sigma HSM 8-16/4.5-5.6

MDX-D300 con Sigma 8-16.

Riporto qualche scatto realizzato con questo zoom super grandangolare Sigma 8-16/4.5-5.6. Nelle riprese grandangolari subacquee l'ampio angolo di campo consente di catturare “paesaggi” anche in condizioni di acque non limpidissime. E' il caso dell'immagine dei coralli caraibici di Cahuita ripresi in acque non proprio cristalline. Anche in caso di scarsa limpidezza dell'acqua macchina e obiettivo riescono a centrare il fuoco. L'AF di Sigma è veloce e preciso e con la D300 si comporta egregiamente.

Una carpa a breve distanza in acque non proprio limpide. Parco Lame Sesia (NO) - Aprile.
Nikon D300, ob. Sigma HSM 8-16/4.5-5.6 @8mm in Sea&Sea MDX-D300 + ER40 + Dome 240; EXP: iso 200 1/125, f/16.
Concrezione corallina nella barriera caraibica di Cahuita, acqua un po' più limpida del Sesia, ma mica tanto. Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob. Sigma HSM 8-16/4.5-5.6 @8mm in Sea&Sea MDX-D300 + ER40 + Dome 240; EXP: iso 200 1/125, f/16.
Selfy tra le onde in iperfocale. Badesi (OTP)- Agosto.
Nikon D300, ob. Sigma HSM 8-16/4.5-5.6 @8mm in Sea&Sea MDX-D300 + ER40 + Dome 240.
Spiaggia di Piscinas, Arbus - Giugno.
Nikon D300, ob. Sigma HSM 8-16/4.5-5.6 @8mm in Sea&Sea MDX-D300 + ER40 + Dome 240; EXP: iso 200 1/125, f/16
Una bellissima bavosa Gobborugine nel suo ambiente, bravo chi la vede. S.Antioco (CA) - Giugno.
Nikon D300, ob. Sigma HSM 8-16/4.5-5.6 @16mm in Sea&Sea MDX-D300 + ER40 + Dome 240.


Fino a qui i PRO, ma c'è anche qualche CONTRO.
La ricerca della massima PDC può condurre alla generazione di piccoli e fastidiosi "mostri". Le minuscole bolle d'aria che si formano sulla superficie dell'oblò, grazie all'estesa PDC, si vedono bene nell'immagine finale. E' perciò cura del fotografo ricordarsi periodicamente di staccarle via con un vigoroso flusso d'acqua. In verità questo è un problema che affligge in special modo durante le immersioni in acque dolci, in mare il fenomeno è meno rilevante. Può invece accadere che qualche minuscolo detrito rimanga appiccicato all'interno dell'oblò. Questo secondo genere di "bruscoletti" produce sull'immagine finale delle macchioline molto simili a quelle di un sensore sporco. Io ci sono cascato, e ho mandato la D300 in assistenza per la pulizia. In realtà la briciola di sporco, un infinitesimale frammento plastico, era ben aggrappata alla superficie interna del dome! Stavo già per telefonare in assistenza per protestare.

Il formato ridotto con gli "altri" obiettivi.
Oltre alle ottiche superwide che nel piccolo formato, come sopra discusso, hanno LF veramente corte, anche le altre opzioni di LF trovano un bel giovamento nella riduzione della superficie da coprire. Così attorno alla mezzo formato Nikon D300 ho "imbastito" un corredo minimale che sembra cucito a pennello per applicazioni subacquee.

Nikon D300 con gli obiettivi che uso tipicamente in immersione.


Del fisheye ho già accennato. Se la PDC del Fisheye in formato FX è fenomenale, è facile immaginare come sia per il mezzo formato. Nikon produce il suo miglior Fisheye proprio per il formato DX, il Nikon Fisheye 10.5/2.8 DX, obiettivo che sembra nato per fotografare da dentro uno scafandro. Questa ottica ha una MDF di 16.5 cm, cortissima e quindi utilissima per poter riprendere soggetti in modo avvicinato. Così corta è la MDF del 10.5 Nikon che può accadere di mettere a fuoco l'olbo'.

Maledette Bolle! Costa Paradiso (OTP) - Agosto.
Nikon D300 ob. Nikon AF 10.5/2.8 Fisheye, Sea&Sea MDX-D300 + Dome 240.

Per la macro fino ad oggi ho utilizzato il comodo e compatto Nikon AF-S 60/2.8 micro dall'autofocus rapidissimo. La magnificazione di ingrandimento data dal ritaglio DX trasforma questo tranquillo 60mm in un 90mm equivalente. A questo si aggiunga il fattore rifrattivo dell'oblò piano e in pratica sott'acqua montare un 60mm su DX fornisce la medesima "potenza" di un 120mm FX all'asciutto. Il Macro port per il 60 è inoltre molto compatto, a tutto vantaggio della praticità d'uso e di trasporto.Gli scatti che seguono sono stati catturati grazie al velocissimo AF del Nikon AF-S 60 Micro. L'Idromedusa in acqua libera è una bella sfida già solo inquadrarla nel mirino (parliamo di un esserino lungo 8 -12 mm), figuriamoci mantenerla a fuoco! Così anche per il veloce ed elusivo Labro Pavone, insomma fare della Macro con questo strumento si rivela divertente e produttivo. Non ho affatto nostalgia delle battaglie a ricercare il fuoco "millimetrico" dell'Ais 55/2.8 Micro. Era un obiettivo stratosferico, ma richiedeva una vista buona: che faticacce.

Idromedusa, fiume Ticino Cerano (NO) - Settembre.
MDX-D300, Macro Port Base + Compact Macro Port S (35);ob Nikon AF s 60/2.8 micro, Flash 2x Sea&Sea YS120;
exp:ISO 200 1/250 f/16.
Labro Pavone, Isola Rossa (OTP) - Agosto.
MDX-D300, Macro Port Base + Compact Macro Port S (35);ob Nikon AF s 60/2.8 micro, Flash 2x Sea&Sea YS120;
exp:ISO 200 1/250 f/11
Scorfano, Isola Rossa (OTP) - Agosto.
MDX-D300, Macro Port Base + Compact Macro Port S (35) ob Nikon AF s 60/2.8 micro, Flash 2x Sea&Sea YS120;
exp:ISO 200 1/30 f/11.
Un perciforme nella fiera del giallo (e quanto ne ho tolto in PP!). S.Antioco (CI) - Giugno.
MDX-D300, Macro Port Base + Compact Macro Port S (35);ob Nikon AF s 60/2.8 micro, Flash 2x Sea&Sea YS120.

Per soddisfare ulteriori curiosità relative allo scafandro MDX-D300 rimando alla pagina dedicata. Oggi confesso che tendo ad utilizzare la D300 per la macrofotografia, più che per le riprese wide, ma questo dipende dal fatto che il secondo scafandro che uso è un MDX-D800 per Nikon D800 che peraltro accoglie gli obiettivi DX fornendo un ritaglio da 15Mp di ottima qualità.


Ammasso di alghe unicellulari sul fondo di una cava. Fiume Ticino, Cerano (NO) - Settembre
Nikon D300 Ob. Sigma 8-16mm @ 8mm in MDX-D300 + Dome 240; exp: ISO 200 1/125 f/11

Una considerazione estemporanea. Non mi capacito della pervicacia con cui tutti noi fotografi ci siamo aggrappati, unghie e denti, al formato 24x36 mm. Confesso che 3 delle 4 fotocamere che attualmente utilizzo sono di quel formato, e non potrebbe essere altrimenti perché il costruttore a cui mi sono affidato non produce fotocamere di formato ridotto con caratteristiche equivalenti ad una Nikon D4 o anche solo ad una D700. Questo limita le opportunità di scelta in modo desolante. La questione del formato di ripresa è figlia del passato, della fotografia chimica. Ai tempi scendere sotto al 24x36mm non era realistico, mentre era assolutamente necessario poter disporre di formati più grandi per applicazioni dove la maggiore ricchezza di toni e colori consentiva riproduzioni fedeli e ben più grandi di 20x30cm. Oggi tutto questo è parte del passato, oggi esistono dispositivi smartphone in grado di ridicolizzare apparecchi con un blasone certamente affermato, e dentro a quegli smartphone, è certo, la piastrellina del sensore digitale è ben più piccina del rettangolo 24x36mm!

1 commento: