contro- intestazione

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Progetto - Woody_Black_Woodpecker -

Non sono scomparso, non ho dimenticato il mio blog, il fatto è che sto affogando in mille impegni che mi tengono lontano dalla fotografia cioè lontano dal mondo che sta fuori da casa, dall'ufficio e dall'abitacolo della mia utilitaria. Contro ogni avversità, con ferocia e caparbietà, nei ritagli di tempo, tra una commissione e l'altra (utilissimo un giorno di ferie tra Natale e capodanno) sto cercando di tener sott'occhio un nuovo, almeno per me, inquilino dei boschi del Parco delle Lame del Sesia: il picchio Nero. 

Come mi sono accorto del picchio Nero? Partiamo dalle Gru del 2016.
Le Gru sul Sesia, nel cuore del Parco delle Lame - Gennaio
Nikon D3 ob. Nikon AFs 600/4 VR, Gitzo G5 Arca B2. (ISO 4000, 4s, f/5.6)
Fu nella notti dello scorso inverno, quando presi i geloni per registrare la foto delle Gru sulla riva del Sesia, che ne vidi uno (NDR: la foto delle Gru è stata pubblicata dalla stampa locale grazie all'interessamento della Società Fotografica Novarese). I birdwatchers chiamano Lifer il primo avvistamento di una specie nella vita di un birdwatcher, ecco il mio lifer del picchio Nero fu nella debole luce del crepuscolo serale di gennaio. Una saetta nera dal volo simile al picchio verde, ma più lento, dal corpo ben più grosso, dalla voce flautata molto diversa dal "chiuuu chiuu" disperato del verde, mi volò dritto sulla verticale lungo la pista del guado. Un incontro occasionale "non fa primavera", sta di fatto che in tutte le successive escursioni del 2016 nel bosco di San Nazzaro, non c'è stata volta che non lo abbia intravisto e/o sentito (ha una voce inconfondibile).

Il bosco del picchio in inverno, Parco Lame Sesia (NO) - Gennaio.
Nikon D300, ob Nikon AIs 55/2.8 Micro.

Ebbene, mi son detto, ma possibile che non riesca ad inquadrarlo nel teleobiettivo? Beh, ci sto provando. Ho iniziato seguendo le note del famoso fotografo Hannu Hautala che tra le conifere di Oulanka i picchi li ha fotografati in tutte le salse.  In Finlandia pare che i picidi (i picchi) siano ghiotti di arachidi e burro di arachidi, e i nostri qui no? Allora eccomi pronto, il 27 dicembre scorso, a farcire un bel tronco di ontano belle morto, con ogni leccornia possibile ed immaginabile (per un picchio).

fast food per picchi.

Siccome siamo in piemonte mi è sembrato corretto aggiungere delle sane nocciole al mix di farcitura che per la cronaca ha visto impegnare:
- un numero imprecisato di arachidi sgusciate e in guscio
- un pandoro treMarie (scaduto) che comunque a me piace il panettone
- mezzo vasetto di burro di arachidi (indicazione di Hautala)
- nocciole non tostate e in guscio (è per i picchi, le sanno aprire)

Nota sul burro di arachidi:
a me non sarebbe mai venuto in mente di utilizzare quella roba lì, ma il buon Hautala asserisce che i picchi letteralmente danno giù di testa per questa pasta Americana che (lo giuro) in casa mia non è mai entrata. Devo confessare che per un attimo ho pensato di sostituirla con la crema di nocciole della Novi, una specie di sussulto d'orgoglio territoriale, ma poi ho riflettuto e mi è parso più saggio seguir indicazioni già rodate (però...). 

Con trapano scalpello e segaccio ho realizzato un po' di fori e spaccature in un vecchio tronco marcescente, ho infilato nocciole e arachidi in tutti i buchi disponibili, imbottito con il pandoro e "stuccato" con il burro d'arachidi, roba da chef Tony. Tutto pronto, imbandita la tavola e montato il capannino in posizione strategica, ho lasciato il campo per ripresentarmi il giorno appresso per una DEVASTANTE, gelida e scomoda 8 ore di osservazione fotografica. 

Intarsio alimentare
Finitura a stucco
La Capanna dello spione.
Ciao ci vediamo domani. Parco Lame Sesia (NO) - Gennaio
Nikon D800 ob. Nikon AFs 50/1.4.

Come è andata? Bah, potevo fare a meno di guarnire il bosco con leccornie zuccherine perché i selvatici che ho visto non hanno minimamente preso in esame il catering preparato per loro. Picchi ne ho sentiti un casino, verde, rosso maggiore e una coppia di neri che si chiamavano (botta e risposta). Qualcosina ho anche fotografato, niente di che sia chiaro, se non fosse per la gradevole comparsata di un picchio Nero femmina.
La cronaca di dettaglio è per fotografi curiosi (o forse meglio dire malati come me) ed è la seguente: mi sono infilato nel capanno con il buio; alle 7.30 ho sentito il richiamo delle Gru che si involavano, ho intravisto lo stormo tra gli alberi volare alto verso est. Dalle 8.00 alle 12.00 il nulla più totale, pochi richiami, qualche tiit tiit delle cince, cornacchie onnipresenti, in compenso ho subito una crisi di freddo di quelle brutte brutte, che morde dalle punte dei piedi per risalire la schiena ed incontrare il gelo che entra dalle dita delle mani. Ho realizzato, un po' troppo tardi, d'aver cannato clamorosamente la scelta dell'abbigliamento. Vacca boia che freddo (l'ho pagata: il giorno dopo sono rimasto ko per dolore cervicale da non poter star seduto). Nel pomeriggio l'aria si è scaldata un poco e anche la fauna s'è decisa a mostrarsi, comunque al minimo sindacale.

Capannino con coppia di tele in posizione
Picchio rosso maggiore di spalle, Parco Lame Sesia (NO) - Gennaio.
Nikon D3 ob. Nikon AF-s 600/4 VR Gitzo GT5541LS head PC-74BNS.
Poaina, Parco Lame Sesia (NO) - Gennaio.
Nikon D700 ob. Nikon AF-s 200-400/4 VRII Gitzo GT3541LS head Arca B1.
Lady Picchio Nero, Parco Lame Sesia (NO) - Gennaio.
Nikon D3 ob. Nikon AF-s 600/4 VR Gitzo GT5541LS head PC-74BNS.

Dopo due picchi rossi maggiori che non hanno mai voluto concedere un profilo, dopo la poiana appollaiata di là del torrente e che ho potuto inquadrare solo perchè monto un secondo tele sul lato del capanno, Tac! Il picchio nero è comparso proprio da vanti al 600 mm, a distanza ragionevolmente eccessiva, ma in compenso tranquillo e giulivo.  Bene, volesse mai scendere qualche metro ed accomodarsi al banchetto? Macchè, ho tirato sera seguendo il movimenti di più di un picchio nero, su e giù per i rami alti di ontani e pioppi, ma mai presso i punti ristoro che ho preparato con cura e attenzione. Deluso me ne son tornato a casa dolorante, infreddolito e anche un po' incazzato con Hautala, guru della fotografia naturalistica mondiale: ma vattene!

NB per i precisetti:
Chi andrà a controllare i dati EXIF degli scatti con Nikon D3 troverà l'anno 2015: è sbagliato, ho il clock della D3 indietro di un anno, roba da matti. Ho corretto data e ora di tutte le mie fotocamere proprio ora mentre compilo il blog (ce ne fosse stata una uguale all'altra).

Un Airone bianco maggiore nella Lama Grande, Parco Lame Sesia (NO) - Gennaio.
Nikon D700, ob. Nikon AF-s 200-400/4 VR II a mano libera.

Dunque, il 10 gennaio non sono andato al lavoro, ho dovuto prender ferie per faccende personali che mi avrebbero occupato il pomeriggio, quindi con la mattinata libera, ho pensato bene di fare una capatina per vedere se, chissà mai, nocciole ed arachidi fossero state gradite da qualcuno. Urka se son state gradite! In tutta evidenza Hannu Hautala aveva ragione, non ho trovato più nulla, tutte le nocciole sfondate con perizia chirurgica, arachidi vaporizzate, nessuna briciola di pandoro avanzata, nemmeno una traccia anche minima di burro di arachidi. Se mi fossi messo a pulire con detersivo e spazzolino non sarei riuscito a fare così bene. Nell'osservare i fori svuotati con precisione meticolosa mi sono convinto che si sia trattato proprio del picchio nero; le fibre del legno di ontano, benchè morto, sono durissime e resistenti: sfilacciarle e strapparle come le ho viste non può che essere opera di picchi ben più potenti dei comuni rosso e verde. Infine ho scoperto che i tronchi che ho farcito a caso nel marasma della foresta, sono veramente a breve distanza dalla tana del picchio nero, accidenti ho trovato i nidi.

Pulizia a secco come nemmeno Mastro Lindo.
Condominio Picchio Nero, Parco Lame Sesia (NO) - Gennaio.
Nikon D800, ob. Nikon AF-s 50/1.4 a mano libera.

Ho riarmato la mensa, certo di non infierire troppo sulla glicemia dei volatili. Tornerò presto a cercare di inquadrare i folletti del bosco, sta volta vestito come si conviene, per questi appuntamenti la "mise" è quella dell'omino Michelin, eccheccacchio.

10 commenti:

  1. Bella storia (come sempre). Mai creduto ai Guru ed ora sai il perché. :-))

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  2. Valerio i tuoi post sono rari, ma sempre affascinanti!

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  3. Valerio mi urgono dettagli turistici approfonditi su Bialowieza e, se ci sei stato, su Mazury. Stiamo programmando un viaggio fotografico cogli amici e la scelta tra la Polonia e la Norvegia adesso sarà in funzione di quello che riuscirai a fornirmi. In altri termini la responsabilità è tua! ; )

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  4. Mirko! Accidenti, mi metti nei guai. Ci son stato 12 anni fa in piena estate ed è stato bellissimo. Faccio un post? Che dici? Dai prima della fine del mese.

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  5. La mia testa sotto i di lei piedi... frattanto un collega coniugato con una polacca ed esperto della Polonia mi ragguaglierà sulla Masuria. Non conosce la foresta quindi attendo fine mese con vivo interesse.

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  6. Urca l'oca, hai ripreso il Picchio Nero, bel colpo.
    E comunque la foto è bella sul serio, mica preparata come se ne vedono tante!
    C'è gente che richiama per ore il povero Picchio, altrochè...

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    1. Sì in effetti la signora girava per i fatti suoi ed ho solo trovato (finalmente) il punto giusto d'appostamento. Ciò non toglie che vorrei riprenderlo da prospettiva più consona cioè sui rami bassi, dove ho allestito la mangiatoia che, come hai visto, è stata apprezzata ma solo dopo, quando me ne sono andato.

      Quindi oggi vado a rimpinguare (3° approvvigionamento) e domattina dalle prime luci sarò al pezzo.
      Speriamo, è sempre un terno al lotto.

      Ringrazio tutti dei commenti

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  7. Risposte
    1. Mirco, son nei guai con lavoro e mille incombenze. Come vedi ho rallentato le pubblicazioni sul bloggo. Va così, non riesco a fare meglio, non riesco nemmeno a cacciare due balle da far sorridere su Nikonland, si vede che son proprio alla canna del gas. :(

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  8. Ahem... ciao! Come va? Qualche dritta su una testa a cremagliera più compatta e leggera della Manfrotto 410 junior? Che sia però stabile.

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