contro- intestazione

Ti piace qualche foto di questo blog? Non rubarla, chiedimela! E se proprio non ce la fai ... vedi di non usarla per lucro! - contact email: vbpress68@gmail.com

Due Parole mi tocca dirle

9 Gennaio 2015.
Questo blog parla di fotografia, viaggi e mere cazzate, del resto lo compilo per passatempo. Ma quello che si è concluso oggi a Parigi, nel modo tragico in cui era prevedibile finisse, è un fatto a cui non riesco a passare oltre. Per dirla con le parole giuste, non è che vivo con la testa in un sacco e, oltre che di obiettivi, pesciolini e farfalline, non vedo non sento e non voglio parlare. Magari...

Non entro nel merito del perché e del percome. E' già debordante la folla di espertoni analisti della cosa politica, del mondo e della psicologia umana, espertoni che stanno soffiando a forti polmoni nei mantici mediatici raccontando di ogni. I morti sono morti e non torneranno più. Ma voglio dirlo da qualche parte che se qualcuno volesse sparare a Vincino per una sua vignetta a me girerebbero forte forte i coglioni. Premetto che per la mia profonda ignoranza, di cui vanto picchi assoluti, il nome Charlie tenderei ad associarlo a Theron e non Hebdo, però accidenti, possibile che tutti gli italiani siano diventati appasionati amanti, profondi conoscitori e difensori di questi fumettari dal tratto talvolta confuso, ma dalle idee chiarissime?

Un bel titolo del '91: decisamente di attualità.

Ora, a me pare che sia opportuno ricordare che noi, popolo italico di antica e gloriosa schiatta, abbiamo una scarsa propensione a prenderci e a prendere sagacemente per i fondelli il prossimo. Leggere Satira è sì ridere, ma anche pensare a quello di cui si sta ridendo se no ci sono le barzellette della settimana enigmistica e pedalare. Io ho un'età tale per cui ho avuto modo e tempo di gustare serenamente il senso della vignetta satirica e non ricordo, onestamente non ho memoria, di pianti sdiliquosi per la fine, a metà anni '90, di Cuore. Si potrà dire di ogni: era un covo di comunisti, picchiavano sempre e solo da una parte, rappresentavano il pensiero di una porzione d'Italia. Tutto vero, ma faceva sorridere, pensare e discutere sodo. Ridendo, ovviamente, ma si discuteva, talvolta mandandosi amabilmente affanculo, si partiva da una vignetta, da un articoletto feroce sui fatti di cronaca che, ricordo i tempi erano tangentopolissimi, aveva ogni giorno delle eccezionali chicche da proporre, e ci si avvitava in dibattiti spericolati, ai limiti del talk show televisivo. Poi Cuore chiuse, non c'erano li soldi, questo e quello avevano litigato. L'Italia d'allora fece spallucce e via.

Ci sono tanti altri esempi, come quando Beppe Grillo al Festival di San Remo si esibì in una delle sue più scintillanti interpretazioni (eh sì, allora faceva proprio sganassare), 3/4 d'Italia ebbe da ridire "Ohh, ma come si fa! Ohh ma è un festival della musica" (e questa è vera satira, ma involontaria). Il Nazional Beppe fu sparato fuori dalla RAI, la storia la conosciamo tutti, e anche lì non è che rammenti una difesa di massa e cordoglio nazionale per cotanta vigliaccata. Nonostante la nostra storia sia ricca di aneddoti simili, in queste ore appare chiaro come lo sport nazionale sia di avvalersi in modo convinto della Regola Pino Daniele: sei tanto bravo, ma solo dopo morto.


Segnalo un grandissimo web satiro, che non le manda a dire a nessuno (perché le dice lui). Su questo LINK un assaggio pernicioso ed edificante, per i nostri confratelli mussulmani, di cosa significhi essere occidentali, rispettosi della propria storia, ma non ciechi e obnubilati dalla passione (qualunque essa sia). 





Nessun commento:

Posta un commento