contro- intestazione

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Underwave, nel senso letterale del termine.

Le correnti della spiaggia di Valledoria, non sono da sottovalutare, ma se le condizioni lo consentono, vale la pena buttarsi tra le onde potenti del golfo dell'Asinara.

BBBRRRRROOOOOOOOOOOOMMMMMMMMMHHH!!. Valledoria (SS) - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma HSM 8-16/4.5-5.6 Housing Sea&Sea  MDX-D300, dome 240 + ER40.

Il mare non era più imbufalito come nei giorni di Maestrale della settimana di Ferragosto. Delle splendide onde spumeggianti, alzavano l'acqua verde in piccoli muri che invitavano al tuffo. Ci siamo guardati in faccia e io ho partorito la proposta indecente: andiamo a prendere le macchine e vediamo cosa si vede lì dentro.

Contro le onde del mare di Castelsardo. Valledoria (SS) - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma HSM 8-16/4.5-5.6 Housing Sea&Sea  MDX-D300, dome 240 + ER40

Un'occasione da non perdere per provare a fare qualche foto divertente. Come ben sanno i praticanti del Surf, le onde arrivano a serie. Gruppi di tre, quattro onde potenti seguite da una relativa calma fatta di onde più dolci, che consentono all'acqua di tornare limpida, depositando la sabbia sollevata. In questa fase ci si rilassa e si crede che, forse, non è giornata, che ste onde sembravano più grandi dalla riva.

Sotto le onde del mare di Castelsardo. Valledoria (SS) - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma HSM 8-16/4.5-5.6 Housing Sea&Sea MDX-D300, dome 240 + ER40
Sotto le onde del mare di Castelsardo. Valledoria (SS) - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma HSM 8-16/4.5-5.6 Housing Sea&Sea MDX-D300, dome 240 + ER40
Passarci sotto. Valledoria (SS) - Agosto.
Nikon D800, ob Nikon AF 20/2.8 Housing Sea&Sea MDX-D800, dome 240.

Poi arriva la serie, quel gruppo di onde che, anche da fuori, dalla riva, dan l'idea che il mare sia piuttosto allegro. Ecco, quando l'acqua si mischia con l'aria, quando il flusso dell'acqua si contorce cadendo su se' stesso, è opportuno imparare a comprendere "come" affrontare questo "moto turbolento". E beh, non è che ci siano tanti modi, mi pare che ce ne sia uno solo: passarci sotto.

Centrifuga. Valledoria (SS) - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma HSM 8-16/4.5-5.6 MDX-D300 + Dome 240 + ER40.
Nel frullatore tra le bollicine. Valledoria (SS) - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma HSM 8-16/4.5-5.6 MDX-D300 + Dome 240 + ER40, Nikon D800 ob. Nikon 20/2.8 AF in MDX-D800 + Dome 240.

Il mare non è un elettrodomestico Kenwood con i giri programmati e stabili, il mare si dice spesso che è vivo. Di certo è imprevedibile e la nostra attitudine matematica alla traduzione degli eventi in serie numeriche, prevedibili, conoscibili, vale quel che vale. Ed ecco infatti che tra le onde ce n'è una un po' più vigorosa delle altre, onda che non vediamo o a cui semplicemente non riusciamo a sfuggire. Se normalmente la potenza dei flutti si limita a qualche scrollone, ebbene questa volta è uno schiaffo in piena faccia che strappa la maschera e strattona la fotocamera dalle mani. Il tempo di riprendersi, di rimetter la maschera e riposizionare il costume da bagno, scandalosamente abbassato oltre i limiti della decenza, che ne arriva una seconda, parente della prima.

Post Centrifuga. Valledoria (SS) - Agosto.
Nikon D800, ob Nikon AF 20/2.8 Housing Sea&Sea MDX-D800, dome 240.

On assignement. Valledoria (SS) - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma HSM 8-16/4.5-5.6 MDX-D300 + Dome 240 + ER40, Nikon D800 ob. Nikon 20/2.8 AF in MDX-D800 + Dome 240.

Ok, ne abbiamo prese (di botte) abbastanza. Lasciamo il mare agitato a chi è attrezzato per affrontarlo con naturalezza (i pesci, giusto loro). E' la prima volta che fotografiamo tra le onde. E' bello, è divertente, è difficile quindi vale lo sforzo. Lo rifaremo di sicuro, alla prima occasione adeguata. Certo che tra Pioltello e Vimercate è dura ...

Lasciamo il mare ai suoi abitanti. Valledoria (SS) - Agosto.
Nikon D800, ob Nikon AF 20/2.8 Housing Sea&Sea MDX-D800, dome 240.
Onde! Alla prossima. Valledoria (SS) - Agosto.
Nikon D300, ob Nikon AF-S 70-200/2.8 VR II + TC17, hands hold.



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Photo Notes
Le mie letture si confermano in questi 45 minuti di onde divertenti, perché Outdoor Photographer non mi ha raccontato sciocchezze. Nella rivista americana tanti, ma tanti, anni fa, lessi un bellissimo articolo intervista ad un fotografo di Surf. Quanto diceva è vero e qui ne ho avuto conferma. Nell'ordine: prima di tutto va ricordato che i pesanti scafandri in alluminio, come quelli che uso normalmente, non sono l'ideale per queste applicazioni. E' infatti impossibile sollevare fuori dall'acqua uno scafandro di 3-4Kg che immerso è neutro o positivo, ma sollevato fuori dall'acqua manifesta tutto il suo peso in una forza che spinge il fotografo sott'acqua e addio ripresa. Poi, la messa a fuoco è solo in iperfocale. In quel turbinio l'AF non sa da che parte sbattere e noi, con lui, tanto meno, perchè è impossibile tenere l'occhio sull'oculare dello scafandro. Ciò si traduce con il ricorso a focali corte, cortissime, da usarsi con diaframmi piuttosto chiusi, mantenendo sotto controllo il tempo di otturazione che, sarebbe bene, non scendesse sotto 1/250s perché l'acqua corre veloce e noi con lei. Riassumendo, fuoco fisso e inquadratura a traguardo (anzi meglio dire "a spanne"). L'unica cosa quasi facile è l'esposizione: comunque vada è sbagliata. Meno male che il digitale incassa bene. Infine, ma questo non l'ho letto ve lo dico io adesso, la sabbia. Come si infila negli slip, così si insinua in ogni interstizio dello scafandro. Allora, dopo un tuffo come questo, occorre dedicarsi alle grandi, noiosissime, pulizie.

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