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Wildlife Photographer of the Year 2013, Forte di Bard Val D'Aosta

L'austero Forte di Bard è lì da solo, come un ultimo soldato in attesa di un esercito nemico da sconfiggere. Si erge all'ingresso della Valle D'Aosta, ma il lato che appare più austero non è quello rivolto verso il Piemonte, ma verso la valle, verso Aosta. In effetti il forte non è stato eretto per difendere la valle dai piemontesi (!) ma il Piemonte da invasori d'oltralpe. Questa è storia, l'attualità è che oggi il Forte non è più una sede di milizie, bensì una casa per musei, esposizioni e mostre. Una casa d'effetto che non può passare inosservata: bravi Valdostani!

Il Forte di Bard visto dalla Val D'Aosta interna. Bard (AO) - Aprile.
Nikon D800, ob AF-s 60/2.8 Micro ED.

Tra le tante belle manifestazioni ospitate nelle sale del Forte, ce n'è una che è diventata appuntamento fisso. E' la Wildlife Photographer of the Year, esposizione delle opere vincitrici dell'omonimo concorso, concorso che fu indetto dalla rivista BBC Wildlife per la prima volta negli anni '60 e che oggi è divenuto un appuntamento unico a livello mondiale. Da che questa mostra è ospitata al Forte di Bard per noi è diventata una ricorrenza da non mancare. Che sia in pieno inverno o in primavera, un'oretta di automobile e 8 euro di pedaggio autostradale non sono cose che ci dissuadono dall'essere testimoni di questo evento unico.

Ingresso alla Mostra edizione 2013. Forte di Bard , Val D'Aosta - Aprile.
Nikon D700, ob Nikon 17-35/2.8 ED.
La coda per la biglietteria, ma vanno tutti a vedere l'altra mostra!. Bard (AO) - Aprile.
Nikon D700, ob Nikon AF-s 17-35/2.8 ED.

In tutta onestà trascinerei mia moglie anche in uno scantinato di Milano Baggio se questa mostra venisse ospitata lì. Poco importa se è illuminata maluccio o se c'è da fare una coda da 30 minuti per prendere il biglietto, questa mostra per me è "la fotografia" allo stato primordiale, essenziale, naturale. Certo che scegliere il giorno di Pasquetta non è stato un colpo di genio. Come mi ha confermato la signorina al bar del Forte (cappuccio e fetta di torta) se il tempo è brutto tutti i turisti si riversano qui al Forte. E oggi la giornata è proprio bruttarella, grigia e piovosa. Ergo, pienone. E va bè, ci siamo anche noi. 5 euro di biglietto a testa + 1 euro per poter fotografare la mostra. Mi danno una spilletta viola con il logo del forte, ma io credo che sia un gadget. Entriamo alla mostra, scaglionati a gruppi (tanti ne escono tanti ne entrano) e una signorina mi dice che non posso fotografare. Ma come no, ho pagato un euro!! E la spilletta? (mi chiede). Ah ecco lo scopo, altro che gadget! Me la appunto al pile (fa freschetto). Ma non è finita: non posso fotografare le persone a meno che io non sia giornalista con accredito, per via della privacy. Ecco allora mettetemi in galera perché un colpo di fisheye lo voglio prendere tanto da dare, a chi leggerà queste note, l'idea di come a Bard viene ospitato il WPOY e dell'interesse che suscita.

La sala principale della mostra: un corridoio. Bard (AO) - Aprile.
Nikon D800, ob Nikon AI-s 16/2.8 Fisheye.

Lo spazio è veramente gremito di visitatori. La concomitanza con la mostra di Montserrat (che raccoglie dipinti dal '600 al '900 provenienti dall'abbazia di Montserrat, Barcelona) non giova ad una gradevole visita dell'esposizione di fotografie. La gente si accalca un po' troppo, siamo al limite della fruibilità. In questi casi il popolo italico ben si rappresenta. C'è chi è convinto che il Lamantino sia un pesce e chi legge 'serengeti' e non 'serengheti'. Ci può stare, e comunque sono convinto che anche per chi qui ci si è trovato, perché aspetta il suo turno per Montserrat, male non gli fa di certo. Forse domani si documenterà e resterà basito nello scoprire che il dugongo non ha le branchie, ma è un mammifero come noi.

Una delle magnifiche stampe giganti esposte. Questa in particolare è una libidine per gli occhi. Bard (AO) - Aprile.
Nikon D700, ob Nikon AF-s 17-35/2.8 ED.
Una delle salette laterali. Bard (AO) - Aprile.
Nikon D700, ob Nikon AF-s 17-35/2.8 ED.

Difficilmente questa mostra delude. Purtroppo, da abbonato del BBC Wildlife Magazine, mi perdo il 90% delle sorprese in quanto la rivista pubblica le foto vincitrici con largo anticipo rispetto alla mostra italiana. Ma poco male, vederle stampate 80x60 è tutta un'altra cosa. Anche in questa edizione le immagini sono nello standard della manifestazione: sublimi. La giuria, capitanata quest'anno da Jim Brabdenburg (ma che vedeva nelle sue fila anche il nostro Lello Piazza, un peperino) ha scelto come di consueto foto che colpiscono l'immaginario del lettore, che mostrano le meraviglie del mondo in modo originale, mai visto prima. E questo mondo non è necessariamente esotico o irraggiungibile a meno di poter partecipare ad una spedizione della BBC o di NG. La tenerissima immagine del nido di tordi nella carcassa di un'auto arrugginita del norvegese Pal Hermansen della sezione Urban Wildlife o il martino che vola al nido lungo un ruscello dell'inglese Hamilton James, sono immagini del nostro backyard, del nostro mondo quotidiano. Poi ci sono le fantastiche "bottediculo" che la manifestazione ospita sempre, come l'incredibile coccodrillo di Alejandro Prieto colto mentre preda una tartaruga marina sulle spiagge del Corcovado in Costa Rica o il più casalingo scontro tra uno sparviere e una ghiandaia ripreso dal norvegese Pal Hermasen (lo stesso dei tordi: è un diavolo questo qui), sono quelle immagini che ti fanno dire "che fortuna!". Ma la fortuna centra ben poco e se si va a vedere bene questa è tutta gente che può permettersi di dedicare molto, molto tempo alla fotografia della natura. In verità, e questa è secondo me la potenza di questa manifestazione, ci sono casi, nemmno poi troppo rari, di persone che producono immagini eccezionali senza necessariamente disporre del tempo pieno sulla fotografia della natura. E' il colpo d'occhio che viene premiato come nel caso del belga Marc Steichen che immortala i tassi dietro casa sua o del'olandese Theo Bosboom il cui scatto semiacquatico della foresta autunnale del suo paese mi ha veramente ammaliato.

Rimarco con tristezza che anche quest'anno le immagini della sezione foto giornalismo naturale e il protfolio Wildlife (premio Eric Hosking) sono ancora una volta presentate su un unico pannello e riprodotte in tristissimi 20x30. Soprattutto il portfolio del canadese Stefanison meritava degli ingrandimenti a parete (paraculo maledetto: è bella da morire la British Columbiua!).

La saletta che ospita la stampa di Bosboom. Bard (AO) - Aprile.
Nikon D700, ob Nikon AF-s 17-35/2.8 ED.

Delle foto presentate devo confessare che ce n'è una che stona. Mi pare uno scivolone della giuria, un errore, una svista. Con buona pace per il suo autore Adam Gibbs, ma il suo scatto, un lago alpino americano nelle ultime luci della sera, non mi ispira nulla di particolare. Sicuramente all'interno di un portfolio articolato questa immagine può dire la sua, ma non da sola. Non è un unicum in cui si riesca a raccogliere chissà quale atmosfera. Mi ripeto, più che un "centro" del fotografo mi pare una disattenzione della giuria.

Infine un'osservazione sulla sezione dedicata ai giovani - giovanissimi fotografi. Ricordo che alle elementari la mia maestra mi diede un bel voto per un disegno e aggiunse "e un 7 anche alla mamma!". Ecco, io mi sentii un verme; son passati quasi quarant'anni, ma me lo ricordo ancora. Tornando alla mostra: escludendo il giovane indiano Advaitesha Birla che con la sua Powershot G12 ci ha regalato una vista della sua terra come solo uno che ci vive può fare, gli altri sono tutti, ma tutti, "figli di papà" nel senso fotografico del termine. Ma a chi lo vogliamo raccontare che un ragazzetto di 12 anni usi come strumento di "gioco" (sì perché a quell'età si fa questo, si gioca santiiddio, e meno male) un bel Nikon AF-S 300/2.8 su D700 o D2x ??? Quindi complimenti anche ai papà, che armano i loro figli di cotanta batteria, e qui mi fermo per non essere più cattivo e cioè a dare il premio, ex aequo, anche al così disponibile genitore.

Visitatori. Bard (AO) - Aprile.
Nikon D700, ob Nikon AF-s 17-35/2.8 ED.


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Il lato Tecnico-Fotografico della faccenda.
Come noto ai più, una caratteristica di questa mostra - manifestazione è quella di riportare per ogni foto i dati di scatto: macchina obiettivo ed esposizione. Fin dai tempi della pellicola questa usanza era di grande aiuto per chi, visitando la mostra, voleva ricostruire l'"how to", il come si fa per ottenere quella foto. Tanto è l'interesse per quest'aspetto tecnico che quelli come me prima leggono i dati di scatto poi risalgono il resto della didascalia, fino al (secondario) nome dell'autore. Questa volta mi è parso che il Brand Nikon fosse prevalente. Strano perché sono vent'anni che Canon la fa da padrone. Allora, rientrato a casa, con il volume Portfolio n°23 alla mano le ho contate.

BBC Wildlife Memorabilia.

Note sul conteggio. Segnalo che nei dati di quest'anno ci sono un paio di refusi. Il primo riguarda l'immagine di un corvo in B/N dichiarato D1x. Con tutta la fantasia che ci posso mettere quel 50x70 NON può venire dalla vecchia 6 MP (l'ho guardato da vicino). Molto più probabile che invece di un 1 ci andasse un 3, e si legge D3x allora le cose vanno a posto. Il secondo è l'obiettivo che Nik Nichols ha usato per ritrarre i leoni sotto la pioggia. Va bene che Nik ha la linea diretta con Canon America, ma pretendiamo che non avremmo registrato dei rumors per un 70-200/2 ?? Ecco, aggiungiamo un .8 e torniamo sulla terra.

Il sorpasso.
I dati delle foto premiate in questa edizione 2013 parlano chiaro: ci sono più foto Nikon che Canon. E' peraltro triste osservare che non ci sono altri Brand. Ai tempi della pellicola la varietà era molta, nei formati e nelle attrezzature di ripresa. Oggi con il digitale il mondo si è diviso in due: Giallo - Rosso. E Nikon per la prima volta la spunta sul rivale di sempre. Andando più nel dettaglio si confermano tendenze note e si rivelano nuove evidenze. Infatti è dagli anni '90 che il fotogiornalismo si è spostato su Canon (i due premi di settore sono di Canon User). Nel mondo della fotografia non professionale (e la fotografia della natura in questo ambito è fortemente popolata) Nikon ha sempre tenuto botta cavalcando il decennio '90 a lei sfavorevole sfruttando il nome di un Brand garanzia di robustezza anche nelle fotocamere di fascia media (Canon qui ha sempre fatto acqua). Oggi la riscossa degli investimenti nel digitale del primo decennio 2010 porta al risultato e Nikon sorpassa Canon.

Nikon batte Canon: forse è la prima volta qui al WPOY.

Quali Fotocamere?
Curiosa invece è la distribuzione dei modelli di fotocamera nell'ambito dello stesso Brand. Nikon si presenta con una variabilità che rispecchia una politica di produzione piuttosto sclerotica. Mi colpisce il dato D300-D300s che dimostra come questa vecchietta tenga testa, nei numeri, alla ultra performante D4. Va segnalato che molte delle riprese D300 (e D7000) si riferiscono a macchine scafandrate per riprese sub (è questo un investimento che fa sì che la macchina resti in servizio per un tempo superiore rispetto al normale), ciò non toglie che siano comunque molte le immagini D300 a dimostrazione che un corpo Dx robusto in questo settore della fotografia è decisamente ricercato.

Distribuzione delle fotocamere nei due Brand.

In casa Canon la distribuzione è più ragionevole e si polarizza sui due modelli 5D MK II e III lasciando un sobbalzo di gaussiana alla 1D MkIV. In altre parole quello che i Nikonisti fanno con le varie D700-D3-D4, i Canonisti lo affrontano con la 5D e in pochi con l'ammiraglia. A riguardo un'osservazione: un solo scatto di 1Dx. E' del già citato Nik Nichols di National Geographic, un fotografo per il quale aggiornare l'equipaggiamento non è un problema, perché materiali e logistica sono fornitura National Geographic...


E quali Obiettivi?
Sulle distribuzione delle ottiche c'è da sbizzarrirci nelle interpretazioni. Qui faccio notare solo un paio di dettagli. Il primo è che in casa Canon c'è da più tempo una scelta più ampia. Certo focali come il 35/1.4 sono più da fotogiornalista che da fotonaturalista ed infatti in questo ambito anche qui al WPOY trovano applicazione (il discorso di cu sopra). Ma in assoluto è la maggiore scelta a giustificare una così ampia distribuzione, ben maggiore di Nikon. In casa Nikon invece vedo conferma del tele più azzeccato da questo costruttore da 10 anni sta parte: lo zoom Nikon 200-400/4. Da utilizzatore di questo zoom per me non è una scoperta, ma come detto, una conferma. Dal confronto con Canon si vede bene come qui sia il 300/2.8 a farne le veci, che invece su Nikon è assolutamente minoritario.

Distribuzione delle ottiche nei due Brand.

Ma il dato più rilevante a mio parere è come la giuria abbia premiato molto le immagini grandangolari o comunque di ambientazione. Sono infatti pochi, in questa mostra, gli scatti eseguiti con super teleobiettivi (oltre 400mm) e anche in questo caso si tratta quasi sempre di riprese d'ambientazione. E' ormai finito, da diversi anni, il tempo dei ritratti stretti stretti sul soggetto selvatico. I lettori cercano l'atmosfera di un luogo o l'azione dei protagonisti più che la descrizione degli stessi, e le giurie lo sanno bene! Ecco quindi che i superwide (su tutti gli zoom rettilineari 16-35 o 17-40) e i tele corti (70-200) la fanno da padrone, relegando i mastodonti 600/4 alla sezione "mosche bianche". Come dire: la fotografia della natura non è più, da un pezzo, appannaggio degli obici da 15cm di diametro!

Curiosità è il Meyer Gorlitz Trioplan usato da entrambe le famiglie di fotografi e il Tokina 10-17/4.5-5.6 Fisheye DX, obiettivo economico utilizzato da tantissimi fotosub, addirittura in abbinamento con il TC14 (mi vien la pelle d'oca). Eppure i risultati sono lì esposti 50x70 e sono notevolissimi! Confesso che mi tenta molto ... 


Ecco anche sta volta il WPOY mi porterà a spender soldi!

2 commenti:

  1. Bravo Valerio!

    Il tuo reportage su una mostra come questa presenta solo luci e nessuna ombra.

    La fotografia naturalistica in Italia cresce anche e soprattutto per merito del digitale.

    Difficile non vedere che il numero dei praticanti è letteralmente esploso.

    Sarà la bellezza della natura unita magari al desiderio di possesso di una tecnologia così affascinante o tutte e due le cose insieme ma tant'è....i risultati sono degni di nota.

    Mi auguro che tale crescita sia gestita in maniera matura a tutto vantaggio del soggetto fotografato e cioè la natura in tutte le sue espressioni. E' una bella sfida ma che merita di essere affrontata.

    Altrettanto interessante l'ulteriore tua analisi tecnica sugli strumenti usati in fotografia.

    Aspetti come il duopolio Giallo-Rosso sono evidenti e questo non è un fattore di sviluppo. La concorrenza stimola sempre e il panorama attuale non è incoraggiante ma sarà estremamente difficile, se non impossibile, invertire la tendenza.

    Da fotografo che usa Nikon ( ma senza alcuna guerra di religione) aggiungerei alcune riflessioni.

    Vero che Nikon sta rimontando la china nel settore digitale dopo la incomprensibile d'arresto degli anni Novanta ma vedo che pochi sottolineano il fattore costi.

    Mi spiego meglio: ora Nikon e Canon hanno dei prezzi sostanzialmente simili ma nel passato non era così.

    Fino a non molto tempo fa acquistare Canon significava avere una migliore possibilità di scelta soprattutto in ambito dei teleobiettivi ma soprattutto risparmiare non poco.

    Qualche anno fa con il denaro necessario ad acquistare un Nikon 500 mm. f.4 si poteva acquistare in ambito Canon lo stesso tele con in aggiunta un corpo macchina!!

    Ora i prezzi sono livellati e quindi tale vantaggio non esiste più ma nel passato tale differenza nei costi ha influenzato le scelte di milioni di fotografi.

    Canon aveva o magari avrà ancora lacune sui corpi macchina ma le ottiche le sa fare, eccome se le sa fare!

    E alla fine le ottiche fanno la differenza come dimostra il successo del Nikon 200-400 (a cui Canon ha dovuto porre rimedio) a discapito magari dell'ultimo grido per le fotocamere megapixellate.

    Molti fotografi ritengono, giustamente, che forse è meglio spendere fino all'ultimo centesimo su un'ottica come il 200-400 piuttosto che sostituire la "vecchia" D300 con una fotocamera top.

    In un mercato digitale ormai maturo, siamo forse tornati a pensare, come in epoca analogica, che sono le ottiche e non i corpi macchina a fare le fotografie?

    Un saluto


    Fabio

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  2. Ciao Fabio

    siamo in sintonia, forse perchè ragioniamo con gli stessi parametri. Sulla faccenda dell'esplosione della fotografia naturalistica digitale ho già scritto il testo di un post al vetriolo. Non posso pubblicarlo finchè non recupero foto di corredo. Ti avviso quando sarà il momento. Perchè le ombre purtroppo ci sono e non sono solamente disturbare gli uccelli al nido (ormai argomento questo decisamente digerito da tutti), ma sono ben più ampie e affondano radici in un paradosso che a me pare clamoroso. Ma ne parleremo più avanti.

    Sulla tua considerazione "economica" voglio aggiungere un argomento. E' vero quello che dici sul livellamento dei prezzi. Oggi è stato presentato il nuovo Nikon 400/2.8: costa un inferno. Ma guarda caso costa proprio come il concorrente bianco, cioè uno sproposito. Se questo non è un cartello ( a danno nostro chiaramente). Di fatto per la nostra generazione l'appeal di Nikon è connesso non ad un maggior costo, ma ad un minor costo. Pensaci bene Fabio, ricorda il mercato dell'usato degli anni '90. EOS usato era una mosca bianca (a tutti gli effetti). Nikon c'era, compravi roba buona ad un costo notevolmente inferiore a qualsiasi listino del nuovo. E' qui il costo inferire, inferiore sul "disponibile". Oggi i mercati usato si sono abbastanza equilibrati (vedo ancora un vantaggio di Nikon), non era così 15-20 anni fa. Ciò ha consentito a Nikon di tener botta nonostante un evidente gap tecnologico. Quella politica ha pagato e oggi rimonta (il seme ha germogliato).

    Vediamo cosa salterà fuori quest'anno nella nuova edizione del WPOY. Nikon la vedo bene perché l'offerta rimane molto ampia con prodotti ormai maturi (sia sui vetri che sui corpi macchina). Certo, il campione del WPOY è un campione e come tale è da considerarsi. sarebbe bello avere TUTTI i dati dei partecipanti (almeno delle centinaia della prima selezione). Ma credo che queste informazioni vengano "trattate" in modo opportuno.

    Fabio grazie del passaggio e del commento e aspetto tue
    ciao

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