contro- intestazione

Ti piace qualche foto di questo blog? Non rubarla, chiedimela! E se proprio non ce la fai ... vedi di non usarla per lucro! - contact email: vbpress68@gmail.com

Stazione di Inanellamento di Casalbeltrame

Si fa presto a dire che sappiamo tutto quel che c'è da sapere sugli animali che vivono nel nostro sovraffollato continente. Col cavolo! La nostra conoscenza discende da generazioni di uomini che si sono adoperati, spesso oltre ogni ragionevole sforzo, ad indagare i fenomeni che si nascondono in cielo, terra, acqua e .. cespugli.

La Palude di Casalbeltrame in primavera. Casalbeltrame (NO) - Maggio.
Nikon D700,ob. Nikon AF-S 24-70/2.8 ED.

Con la ricerca, costante e meticolosa, si possono scoprire tesori sorprendenti. O più semplicemente si può prendere coscienza di essere parte di un sistema, articolato e complesso, più complesso di quanto un'osservazione, anche attenta, lasci intuire. E' questo il caso delle catture e inanellamenti dei volatili. Avevo già assistito qualche anno fa alle operazioni di inanellamento e rilascio presso la stazione di Casalbeltrame. Ma non ero mai stato testimone della fese di cattura e manipolazione.

Il bosco intorno alla Palude. Casalbeltrame (NO) - Aprile.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED.
Il sentiero messo a nuovo che porta al casone di osservazione. Casalbeltrame (NO) - Aprile.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED e Nikon D700, ob. Nikon AF-S 70-200/2.8 VR II.

Come funziona tutta la faccenda qui a Casalbeltrame.
Delle reti dalle maglie fitte, roccoli, vengono morbidamente stese tra i cespugli del bosco. I roccoli raggiungono un'altezza di circa 4 metri e coprono distanze di parecchie decine di metri. I piccoli volatili, nei loro spostamenti da un cespuglio all'altro, non riescono a vederle e vi restano impigliati. Dal momento della messa in servizio del roccolo, con periodicità men che oraria, gli inanellatori vanno a verificare se qualche pennuto è caduto in trappola.

Controllo di un roccolo. Casalbeltrame (NO) - Aprile.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 70-200/2.8 ED VR II.
In questi giorni ha piovuto parecchio. Casalbeltrame (NO) - Aprile.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED.
Una capinera ingarbugliata. Casalbeltrame (NO) - Aprile.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED.
Molto ingarbugliata. Casalbeltrame (NO) - Aprile.
Nikon D300, ob. Nikon AF-S 70-200/2.8 ED VR II.

Il tempo tra un controllo e il successivo è il più contenuto possibile al fine di minimizzare la permanenza del volatile nelle maglie della rete. Quindi l'incazzatissimo uccelletto viene liberato e “insacchettato“ in una piccola borsa di tela. Il passaggio successivo consiste nella schedatura dell'esemplare con registrazione delle caratteristiche fisiche dell'animale (dimensioni, peso, sesso e età) e nella sua marcatura con un piccolo anellino codificato, “crimpato” lasco su una zampetta. Quindi è immediatamente liberato. I roccoli vengono monitorati durante tutto l'arco della giornata, dall'alba a dopo il tramonto. Nel caso di pioggia le attività vengono arrestate e i roccoli riposti, onde evitare di fare inzuppare i pennuti impigliati.

Al tavolo di registrazione. Casalbeltrame (NO) - Aprile.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED.
Misure e cartellino e via sotto un'altra Capinera. Casalbeltrame (NO) - Aprile.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 60/2.8 Micro.
Misura , età e cartellino: sotto un'altra capinera. Casalbeltrame (NO) - Aprile.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 70-200/2.8 ED VR II.
Chi è sta gente, voglio andare via. Parola di capinera. Casalbeltrame (NO) - Aprile.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 70-200/2.8 ED VR II.
Vi siete sbagliati! Non sono una capinera, io non c'entro! Casalbeltrame (NO) - Aprile.
Nikon D700, ob. Nikon AF-S 70-200/2.8 ED VR II.

Dalla cattura alla liberazione trascorrono pochi minuti, la maggior parte dei quali sono trascorsi nel sacchetto di contenimento. Specifico questo perché alcuni obiettano che in queste operazioni i volatili sono sottoposti a stress eccessivo. Devo ammettere che tutto dipende dall'inanellatore. L'intero processo di manipolazione di queste bestiole, dal peso di 15 grammi, richiede mani esperte, ferme e decise che sanno minimizzare i movimenti riducendoli ai soli essenziali. Mani guidate da occhi altrettanto attenti ed esperti. Insomma, non ci si improvvisa inanellatori. Me lo hanno dimostrato qui a Casalbeltrame dove la perizia dell'operatore mi ha semplicemente ammutolito.

Coniglietti. Ce n'è un casino. Per forza, di volpi neanche l'ombra. Casalbeltrame (NO) - Aprile.
Nikon D300, ob. Nikon AF-S 600/4 ED VR, Gitzo GT5541LS head PC74N

Perché inanellare a che serve?
Serve a capire, come già ho accennato, che non siamo i soli a vivere su questo mondo e che le esigenze umane vanno spesso a grave discapito di quelle di altre specie. A dimostrarlo ci sono i dati di questa stazione che negli anni ha raccolto importanti riscontri sullo stato delle popolazioni dei piccoli migratori, che di piccolo hanno solo peso e misure perché le distanze che coprono fanno impallidire le mille miglia di Alitalia. Grazie agli sforzi dei guardaparco come Alessandro e Piercarlo sappiamo che bastano 10 x 10 metri di canneto a consentire la sosta della lunga migrazione del Pettazzurro o a dare tregua alla Cannaiola e al Cannareccione. La posizione dell'aiuola (si perché questa riserva è minuscola) di Casalbeltrame è assolutamente strategica per la migrazione nord sud di moltissime specie, specie ormai rare e francamente dimenticate dai più. La landa spianata come un biliardo che separa le alture dell'Appennino alla catena delle Alpi, offre ormai pochissimi rifugi ai migratori. In questo deserto,perché a loro deve apparire come tale, le oasi sono gli alvei dei fiumi e frammenti di bosco come la palude di Casalbeltrame, appunto. E qui si concentrano, si radunano, si incontrano volatili di tutti i tipi. Ma che non si tratti di passaggi casuali e che effettivamente la biodiversità ha necessità di luoghi come questo, lo dimostrano le liste delle catture e, soprattutto, le ri-catture di Casalbeltrame. Il valore della biodiversità nell'ecologia del nostro pianeta non credo che sia un concetto ancora da dover discutere. Sono lì fotografati, nella pietra degli strati geologici, gli eventi di contrazione delle diversità delle specie viventi. E sono tutte testimonianze di catastrofi che lasciano pochissimo spazio alla speranza. Allora grazie alle persone che si sbattono senza misura per raccogliere informazioni, dati numeri e cifre, nozioni che, inanellate in sequenza possono dirci dove stiamo andando nel bene e, ahimè, nel male.
Quindi a voi che venerdì pomeriggio vi siete pure presi una bella lavata di metà Aprile, non posso che dire Grazie, grazie "Matoi".

Io l'ho scampata per il rotto della cuffia.

Nessun commento:

Posta un commento