contro- intestazione

AVVISO AI NAVIGANTI: GOOGLE IMAGES HA FATTO CASINO CON I LINK ALLE IMMAGINI QUINDI IL BLOG E' STATO SELVAGGIAMENTE PRIVATO DI UNA TONNELLATA DI FOTO. Piano piano risistemerò, ringrazio google del pensiero ma avevo già altro da fare.
Ti piace qualche foto di questo blog? Non rubarla, chiedimela! E se proprio non ce la fai ... vedi di non usarla per lucro! - contact email: vbpress68@gmail.com
Visualizzazione post con etichetta Capraia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Capraia. Mostra tutti i post

Lo scoglio di Capraia - Parte 2

Il versante occidentale di Capraia, vista Corsica, non è per sdraio e ombrellone. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3, ob Nikon AFs 17-35/2.8 ED.

Cammina cammina, sotto il sole di Giugno, nell'aria fresca di tarda primavera e nel verde di prati e cespugli ancora rigogliosi, abbiamo raggiunto il "lago", una pozza di raccolta tra le rocce dei monti di capraia, e qui di acqua, in questa stagione, se ne trova parecchia: tutto un gracidar di rane. Certamente non è acqua da bere e il litro e mezzo che mi porto nello zaino basta a malapena a compensare la perdita di liquidi. Sudo come un orso e solo il vento del Tirreno, che spinge deciso, mi aiuta a stare fresco. Qui, sul crinale della dorsale dell'isola di Capraia, la vista vola lontana; si vede l'Italia continentale, l'Isola d'Elba e il "dito", estrema propaggine settentrionale, della vicina Corsica. Sul cucuzzolo più alto, spianato il necessario, durante la seconda guerra mondiale è stato collocato un osservatorio militare dalla forma "futuristica". E' una scatola in lamiera, di profilo aerodinamico e dalle curiose finestre ad arco acuto, che sta cedendo (ha ceduto) all'attacco degli agenti atmosferici, soprattutto all'aerosol marino, che trasforma il metallo in polvere rossa. Chissà chi saranno stati gli sfortunati soldati che qui hanno speso ore e ore a scrutare l'orizzonte lontano, ad identificare le sagome degli apparecchi dell'aviazione britannica e poi di quella tedesca (tutti contro tutti). Chissà se da qui hanno visto passare per l'ultima volta il P38 Lighting di Saint Exupery, chissà. Di certo lui la Capraia l'ha guardata decine di volte sorvolando il mare tra la Corsica e l'Europa occupata. Qui, su questi sassi, ora c'è solo lamiera arrugginita e tante farfalle, mentre l'aereo di Saint Exupery si è fermato a riposare sul fondo di questo mare blu che abbaglia nel riflettere il sole del tardo pomeriggio.

Sulla costa occidentale della dorsale dell'isola. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3, ob Nikon AFs 17-35/2.8 ED.
Osservatorio dell'aeronautica militare della Regia Aviazione Italiana, il festival della ruggine. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3, ob Nikon AFs 17-35/2.8 ED.
Farfalla color ruggine tra le lamiere arrugginite: un caso? Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D300, ob Nikon AF-I 300/2.8 ED.
Il lago e qualche abitante del circondario. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3, ob. Nikon AF-s 17-35/2.8 ED e Nikon D300, ob Nikon AF-I 300/2.8 ED.

Di montagna e di verde ci si potrebbe saziare qui sulla Capraia, ma sarebbe ingiusto trascurare lo spettacolare mare che circonda l'isola. Va detto, in tutta onestà, che l'accesso al mare di Capraia non è dei più semplici. Scogliere ripide e falesie a picco lasciano poco spazio alla fantasia. Per godersi il mare è decisamente più pratico affittare un gommone al porto. In Giugno difficilmente si troverà ressa al booking e tanto meno, una volta in mare, si incontreranno altri natanti razzolare intorno alle scogliere. Per contro il mare di primavera è pazzerello e potrà essere difficoltoso, se non improbo, navigare lungo il versante occidentale, spettacolare e selvaggio. Bah, in effetti in Giugno anche la più dolce e riparata costa orientale risulta altrettanto selvaggia. Dalla Torre dello Zenobito fino alla caraibica cala della Mortola, si rischia di non incontrare nessuno, giusto qualche muflone sulle rocce che scapperà per lo scoppiettare del motore fuoribordo. Consigliata una muta per il freddo oltre che fortemente indicata per evitare le carezze delle numerose meduse pelagie che in primavera affollano il sottocosta toscano. 

Il porto dove affittare il gommone, la torre dello Zenobito e cala della Mortola. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3, ob Nikon AFs 17-35/2.8 ED.
Lo Scoglione tra le onde. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon F801, ob Nikon Ais 16/2.8 Fisheye, housing Aquatica 80n Dome 8", Film Sensia 100.
La Mortola. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon F801, ob Nikon Ais 16/2.8 Fisheye, housing Aquatica 80n Dome 8", Film Sensia 100.
Fondali sabbiosi. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon F801, ob Nikon Ais 16/2.8 Fisheye & Nikon AF 20/2.8, housing Aquatica 80n Dome 8", Film Sensia 100.
A 8-10 metri di profondità fa freddino. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon F801, ob Nikon Ais 16/2.8 Fisheye, housing Aquatica 80n Dome 8", Film Sensia 100.
Castagnole e meduse pelagie. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon F801, ob Nikon Ais 16/2.8 Fisheye & Nikon AF 20/2.8, housing Aquatica 80n Dome 8", Film Sensia 100.

Il celeste del mare, sui fondali di sabbia del mediterraneo, è un colore che non finirà mai di catturare la mia attenzione, di stordirmi, di incantarmi fino all'inebetimento da curare con sostanze psicoattive. Sa iddio il perchè. Di fatto di questo colore La Capraia ne offre a secchiate e, se si può, è mandatorio approfittarne.

Viva l'autofocus, che qui non avevo ( e si vede). Capraia (LI) - Giugno.
Nikon F801, ob Nikon Ais 16/2.8 Fisheye, housing Aquatica 80n Dome 8", Film Sensia 100.


Lo scoglio di Capraia - Parte1

La valle rinselvatichita che conduce alla vecchia colonia penale Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3 ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, mano libera.

Qualche anno addietro Laura ed io decidemmo di prendere una settimana di ferie ad inizio Giugno con l'intenzione di vedere il mediterraneo e le sue rive prima che vengano soffocate dalla cappa della canicola estiva. Era un desiderio, quello di vedere le coste mediterranee fuori stagione, che sonnecchiava nelle nostre capocce da tanti anni, da quando eravamo poco più che ragazzi. La nostra scelta è caduta su un'isola non troppo lontana, ma nemmeno troppo nota o frequentata: lo scoglio di Capraia.
Zaino scarponi, ma anche telo mare  mute pinne maschere e boccagli. Infilai di tutto nel bagagliaio dell'auto. Partenza a notte fonda direzione Livorno. Lasciammo l'auto al parcheggio del porto e partimmo con il traghetto Toremar direzione a mezza via tra l'Italia e la Corsica. Traghetto piccolo e mare di primavera non conciliano la digestione. L'onda lunga e poderosa me la ricordo bene, peraltro risulta difficile tenere nella mira del binocolo le veloci berte che sfiorano il pelo dell'acqua a pochi metri dalla murata della nave. Fortunatamente la traversata dura poco, ma fu comunque troppo (il rientro andò meglio).

Capraia paese. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3 ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, mano libera.
Capraia paese. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D300 ob. Nikon AF-I 300/2.8 ED, mano libera.
Capraia paese. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3 ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, mano libera.
Cala del Porto. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3 ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, mano libera.
Cala dello Zurletto, Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3 ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, mano libera.
Sentiero per Cala dello Zurletto, Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3 ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, mano libera.
Vecchia colonia penale. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3 ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, mano libera.
I ruderi della vecchia colonia penale. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3 ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, mano libera.
Tra i ruderi della vecchia colonia penale. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3 ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, mano libera.

L'isola di Capraia, per chi non sapesse, è uno scoglio di vulcano coperto da bassa vegetazione di macchia mediterranea. In passato doveva essere un intrico di Lecci secolari, poi sono arrivati i Romani, forse preceduti dagli Etruschi, e tutte quelle belle foreste sono divenute legname per carpenteria navale. Di fatto la foresta non è ricresciuta e la macchia ne ha preso il posto, crescendo oltre misura, oltre l'altezza di un uomo a cavallo.
Il profilo dell'isola è aspro e quanto aspro lo abbiamo apprezzato ruzzando su e giù lungo i sentieri di pietra bianca che attraversano da nord a sud, da est a ovest, la piccola isola. Sì Capraia, anzi La Capraia, si visita a piedi ed è bello. E' bello essere soli nella luce della sera, sulla cima del monte più alto e veder il sole riflettersi nel braccio di mare tra l'isola e la Corsica. E' bellissimo respirare il profumo delle distese di cespugli di mirto in fiore. Meno bello è togliere le zecche dai pantaloni e dalle scarpe prima di entrare in casa. 
Le piste che si raccordano e ramificano nell'ombra dei lentischi giganti sono agilmente praticabili. Si sale ben spediti al vecchio carcere e di qui si raggiunge la vicina vetta su un bel sentiero di tipo alpino. Anche l'ultimo tratto verso il vecchio osservatorio militare in lamiera è un bel salire veloce tra ginepri e balzi di pietra. Ma c'è un passaggio obbligato nella parte centrale dell'isola, un passaggio che si deve affrontare necessariamente, un passaggio veramente odioso.  Si tratta del tracciato in pietre rozzamente squadrate costruito molti anni addietro dai galeotti residenti nell'allora colonia penale, tracciato che collega il Paese all'altro versante, scosceso e selvaggio, dell'isola. Sia chiaro, opera meritevole e utile per escursionisti come noi, ma probabilmente i troppi anni di abbandono, di mancata manutenzione, lo hanno trasformato in un serio supplizio per i piedi dell'escursionista. Le rocce nude, spigolose, messe a spina di pesce, non sono grandi abbastanza per coprire la pianta dello scarpone, e sono sufficientemente irregolari per garantire un appoggio "storto". Insomma sotto un sole a picco, un inciampo dopo l'altro per un'ora abbondante, e il risultato è garantito: benedizione intergalattica a chi ha costruito questa stecca di pietre allineate che, risalendo la collina, sembra non finire mai.

Il versante occidentale guarda verso la Corsica. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3 ob. Nikon AF-S17-35/2.8 ED, mano libera.
Il colpo d'occhio sull'interno dell'isola. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3 opb. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, mano libera.
Galleggiare sulla macchia. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D300 ob. Nikon AF-I 300/2.8 ED, mano libera.
La macchia cresciuta oltre misura crea dei tunnel. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D300 ob. Nikon Ais 55/2.8 Micro, mano libera.
La macchia è opulenta. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3 opb. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, mano libera.
Salita accidentata. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3 opb. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, mano libera.
Ho odiato questo sentiero. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3 opb. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, mano libera.
Maledetti sassi. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D300 ob. Nikon Ais 55/2.8 Micro, mano libera.

"Come portano" questi sentieri l'ho scritto, di "dove portano" non ho detto ancora nulla. E' facile immaginare come ogni pista abbia un capolinea specialmente se in uno spazio chiuso come quello di un'isola in mezzo al mare. Di questo, e di ciò che si vede tutto intorno ad un'isola, il mare, ne parliamo la prossima puntata. Qui però voglio segnalare un pèunto di interesse molto particolare: la conca del Reganico. Sull'isola non è praticata la pastorizia, ma una ricca popolazione di vigorosi Mufloni (una sottospecie, quasi un endemismo) abita le valli più nascoste e tranquille. Ha un non so che di atavico scoprire di essere osservati da un paio d'occhi incorniciati tra due corna a ricciolo spesse e possenti.  Ed un luogo in cui è quasi certo si possano avvistare questi bei caproni è la Conca del Reganico, un ampio avvallamento che si raggiunge in pochin passi dal paese. Qui la sera, nell'ombra dell'ultimo pino marittimo superstite, è facile incrocaire lo sguardo dei timidi mufloni. Da sola questa opportunità vale la visita alla Capraia.

Verso il Reganico, c'è pure il cartello rupestre. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3 ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, Manfrotto 190 con  Arca B1.
La Conca del Reganico tutta insieme. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3 ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, mano libera.
La chiuma dell'ultimo "albero" della conca del reganico. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D300 ob. Nikon AF-I 300/2.8 ED, Manfrotto 190 con  Arca B1.
Ecco il primo muflone che mi osserva. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D3 ob. Nikon AF-I 300/2.8 ED, Manfrotto 190 con  Arca B1.
Mufloni di Capraia. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D300 ob. Nikon AF-I 300/2.8 ED, Manfrotto 190 con  Arca B1.

Muflone di Capraia. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D300 ob. Nikon AF-I 300/2.8 ED, Manfrotto 190 con  Arca B1.


Muflone di Capraia. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D300 ob. Nikon AF-I 300/2.8 ED, Manfrotto 190 con  Arca B1.

Muflone di Capraia. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D300 ob. Nikon AF-I 300/2.8 ED, Manfrotto 190 con  Arca B1.
Ci sono anche i giovanotti. Capraia (LI) - Giugno.
Nikon D300 ob. Nikon AF-I 300/2.8 ED, Manfrotto 190 con  Arca B1.

Visit Capraia